L’appello alla cultura di Gerardo Marotta

Ad vitam non ad horam

A Muro lucano, nel giugno del 1923, inaugurando la biblioteca comunale Petraccone, Benedetto Croce parlò dei doveri della borghesia. Per Croce che riprese il discorso a Bari, nel gennaio del 1944, in occasione del primo congresso dei partiti antifascisti, “il compito della borghesia è quello di sempre: promuovere l’azione morale della società”. A quell’invito si riallaccia Gerardo Marotta, presidente dell’Istituto italiano di filosofia che ha compiuto a Napoli, a Palazzo Serra di Cassano,  le sue ottanta e passa primavere (è nato a Napoli il 26 aprile del 1927).

Gerardo Marotta

MAROTTA – Nel discorso di Muro Lucano si rivolse alla borghesia napoletana nel 1923 dicendo: “questo è il momento che la borghesia deve abbandonare le corse alla ricchezza, deve abbandonare l’amore per il suo particulare, per l’egoismo e deve dedicarsi all’universale, al bene comune, agli interessi generali e fornire così esempio a tutta la popolazione del Mezzogiorno d’Italia. La borghesia non stette a sentire l’appello di Benedetto Croce. E allora Benedetto Croce nella Storia del Regno di Napoli condannò la borghesia come “borghesia di scarso valore morale”. Contemporaneamente Nitti, Francesco Saverio Nitti, gridava dalla sua Lucania “la classe dirigente italiana è endemicamente mediocre”.

L’avvocato Gerardo Marotta, tra le figure più rappresentative della cultura europea (un gruppo di intellettuali francesi gli ha dedicato il volumetto “Ad vitam non ad horam”), intellettuale instancabile, formatore di giovani coscienze, è di origine lucana. Il nonno Gerardo da Anzi si trasferì a Napoli ai primi del Novecento. In Basilicata vivono ancora diversi parenti e alla Basilicata si sente legato per affinità intellettuali.

MAROTTA – Amo la Basilicata perchè la Basilicata ha espresso nei secoli grandi ingegni. Perchè nell’Ottocento sono nati in Basilicata gli uomini principali della classe dirigente italiana. Non solo, ma anche i pensatori più importanti dell’economia e della politica. Nitti è lucano, Giustino Fortunato è lucano ma infiniti sono i grandi giuristi lucani, i grandi magistrati e i grandi docenti delle università italiane, vengono moltissimi dalla Lucania. Anche nel Novecento la Lucania è stata generosa di grandi ingegni, di grandi storici anche. Voglio ricordare Pedio, Cilibrizzi, ma molti, molti storici e letterati sono venuti dalla Lucania.

La sua “creatura”, l’Istituto Italiano degli Studi Filosofici ha ormai oltre trent’anni di vita. Tra i principali collaboratori basterebbe citare il filosofo Gadamer rimasto accanto a Marotta fino alla fine. Ma come e perchè nacque l’Istituto Italiano di Studi Filosofici?

MAROTTA – Nel 1975 vennero a casa mia la famiglia di Benedetto Croce con il presidente dell’Accademia dei Lincei e altri grandi studiosi. E dissero: “avvocato lei deve lasciare la sua professione di avvocato”. Io risposi “datemi un anno di tempo”. Ribatterono “no, lei ha già costruito una grande biblioteca. Da questa biblioteca ripartiamo per ricostituire nella coscienza civile la grande cultura e uscire fuori dalla crisi, sia per l’Italia sia per l’Europa. Questo istituto deve avere un carattere mondiale”.

Al termine dell’intervista a Palazzo Serra di Cassano, a colloquio sugli stessi divani dove si intrattenevano Filangieri, Eleonora Pimentel e Mario Pagano, l’avvocato Gerardo Marotta lancia il suo ultimo appello.

MAROTTA – Questo non capiscono i governanti dell’Europa di oggi, che è la sapienza che deve farsi Stato non la tecnologia, non il mercato, non la ricchezza, non l’alta finanza, non la finanza predatrice ma la cultura, la grande cultura e la formazione delle nuove generazioni, la ripresa degli studi, la rinascita degli studi. Questo è il messaggio!”

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Francesco Saverio Nitti. Un meridionale europeista

Che Francesco Saverio Nitti sia sempre stato un po’ trascurato dagli storici è un fatto. Tant’è che i suoi pur brevi governi (1919-20) sono inclusi nel vasto capitolo dell’Italia Giolittiana. Eppure lo statista lucano lasciò una traccia indelebile nella storia del nostro Paese.

Economista e studioso di finanze di fama internazionale, Nitti fu europeista in anticipo sui suoi tempi e certamente fu uno degli esponenti più intelligenti e culturalmente preparati della sua epoca.

L’eredità più importante del cosiddetto “nittismo” è infatti legata indissolubilmente al binomio cultura e moralità. L’esempio che il grande statista lucano ci ha lasciato è un invito ad una democrazia senza compromessi. Non una “democrazia senza qualità” ma una democrazia “reale”, partecipata, in continua evoluzione.

Dei grandi uomini del passato (e Francesco Saverio Nitti lo è stato) siamo sempre tentati a scoprirne l’attualità. Dalle vicende spesso drammatiche del suo tempo (dal famoso viaggio di Zanardelli nella Lucania del 1902 al fascismo, dalla Costituente ai primi anni Cinquanta con la Riforma Agraria e i tre viaggi di De Gasperi in Basilicata) emergono frammenti di una storia che ripropone i grandi temi dell’economia, dell’emigrazione, del merdionalismo che furono – e in qualche maniera lo sono ancora oggi – “questioni” che si ripresentano sia pure in una prospettiva completamente diversa dal secolo scorso.

Non possiamo quindi dimenticare Nitti. Sia pure intransigente e spesso polemico (etichettava amici o nemici con sarcastica ironia) Francesco Saverio Nitti è stato uno statista di grande ingegno, capace di analisi politica e storica non comune.

Nitti? Un tecnocrate.

Sarebbe però oltremodo ingeneroso un giudizio sul grande statista limitandolo al suo sistema politico basato – questo è vero – sulla gestione dello Stato da parte di esperti e tecnici delle varie discipline.

Ma chi è stato veramente Francesco Saverio Nitti al quale è stata dedicata recentemente una fondazione.

Innanzitutto il suo “meridionalismo”. Un meridionalismo “moderno”, diverso da quello del suo grande maestro Giustino Fortunato (definito “l’uomo dalla tristezza meridionale”), proteso alla modernizzazione, all’industrializzazione, alla costruzione delle grandi infrastrutture (fu lui a far realizzare a Muro Lucano la prima grande centrale elettrica della regione).

Sembrerebbe scontato che un meridionale (Nitti era nato a Melfi nel 1868) sia poi stato un “meridionalista”. Tuttavia il suo meridionalismo lo aveva portato a studiare a fondo i grandi problemi del Sud. Infatti fin da giovane si era occupato di emigrazione collaborando con i grandi giornali napoletani e poi libero docente di economia politica prima e ordinario di Scienze delle finanze all’Università di Napoli a soli trent’anni si era impegnato a fondo sulle questioni economiche.

La sua analisi lo aveva portato a dimostrare che, a conti fatti, il Mezzogiorno aveva dato di più al Paese, in gettito tributario ma aveva ricevuto molto di meno in servizi e infrastrutture. “Per quarant’anni – scrisse – è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord che ha potuto così più facilmente compiere il suo progresso industriale”.

La politica

La sua carriera politica (fu eletto nel collegio di Muro Lucano) lo portò ad essere più volte Ministro e poi, nel 1919 presidente del consiglio. Durante il suo governo ci fu l’impresa di D’Annunzio a Fiume (che Nitti criticò aspramente), si verificarono gravi disordini nelle fabbriche, i primi tentativi di occupazione delle terre da parte dei contadini e soprattutto i pesanti problemi finanziari legati – per la prima volta nella storia d’Italia – all’inflazione.

Con l’avvento del fascismo Nitti prese la via dell’esilio in Francia e si dedicò alla stesura della sua opera più importante “Democrazia”.

Nitti tornò in patria solo dopo la guerra, nel 1946. Senatore nella prima legislatura democratica capeggiò a Roma il fronte delle sinistre nelle amministrative del ’53. L’anno della sua morte.

Strano destino, tuttavia, quello di Francesco Saverio Nitti: dopo aver dominato la vita politica ed economica del suo tempo è in qualche modo finito nell’oblio. Ci si era dimenticati di lui o meglio era stato lui stesso in vita, a volersi in qualche modo eclissare. Il ricordo che oggi abbiamo di lui  ( fra politici più colti di quell’Italia liberale) , è quello di considerarlo un uomo  profondamente, visceralmente, tenacemente ma forse anche ironicamente  un  illuminista democratico.

Conclusioni

A cinquant’anni dalla morte, nel 2003, si è ricordata con una serie di convegni a Parigi, Roma, Melfi e Potenza la figura di uno statista di grande rilievo nazionale e internazionale. Un ciclo di conferenze coinvolse diversi studiosi ed esponenti del mondo politico-amministrativo.

E’ tuttavia più che mai necessario riproporre, a livello studentesco, e più capillarmente sul territorio, una serie di appuntamenti che – attraverso per esempio la proiezione di documentari e interviste – serva a divulgare, a far conoscere il pensiero e l’opera di questo personaggio tra i più “lungimiranti” nella storia d’Italia.

Se è vero, com’è vero, che Nitti può essere considerato l’uomo politico che tentò di modernizzare l’Italia sarebbe un peccato richiudere il libro della storia per riaprirlo, magari, tra altri cinquant’anni in occasione del centenario dalla morte.

Visite eccellenti

Tutti i presidenti della Repubblica Italiana, dopo Pertini, sono stati in Basilicata.

Gronchi

Per la verità Giovanni Gronchi venne a Potenza nel marzo del 1945, nelle vesti di Ministro dell’Industria, Commercio e Lavoro in occasione del primo congresso provinciale della DC e Antonio Segni nel maggio del 1956, Ministro dell’Agricoltura, visitò Policoro e la Diga di Gannano.

Segni

Nel ’59 , invitato da Mattei, Segni intervenne per visitare gli impianti metaniferi in Val Basento tra Pisticci e Ferrandina.

Pertini

Il primo capo di Stato venuto in Basilicata è stato dunque Sandro Pertini appena il giorno dopo il terremoto del 23 novembre 1980, e vi ritornò l’anno dopo per l’inaugurazione del primo anno accademico dell’Università degli Studi della Basilicata.

Cossiga

Nel 1991 il presidente Francesco Cossiga partecipò alla solenne seduta accademica  per il decennale dell’ateneo lucano e, in quella occasione – rivolgendosi ai giovani – disse: “Abbiate il coraggio di rimanere in questo sfortunato Mezzogiorno”.

Nel suo intervento Cossiga affrontò con forza la “centralità” del problema meridionale, inteso non solo come “riconoscimento del diritto naturale-storico delle regioni del sud ad un’equa partecipazione al progresso dell’intera nazione, ma anche come “elemento indispensabile” per quella crescita globale dell’intero Paese.

Scalfaro

Il presidente Oscar Luigi Scalfaro giunse a Venosa, l’anno dopo, nel 1992 per partecipare, in forma privata, alle fasi conclusive delle celebrazioni per il bimillenario oraziano.

Ciampi

Infine nel 2001. Il 19 settembre a Potenza e il 20 a Matera il presidente Carlo Azeglio Ciampi tornò in Basilicata. C’era già stato nel ’93, come Presidente del Consiglio dei Ministri  accolto a Melfi, nello stabilimento della Fiat da Giovanni Agnelli e da Cesare Romiti e nel ’98, come ministro del Tesoro in visita a quello che sarebbe diventato il Polo del Salotto tra Matera e Santeramo in Colle.

Nel 2001 Ciampi a Potenza presenziò all’inaugurazione del Liceo Classico “Orazio Flacco” tornato nella sua storica sede di via Vaccaro, alle celebrazioni per il trentennale dello Statuto Regionale e, a Matera, visitò I Sassi e il nuovo Ospedale.

Napolitano

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è venuto molte volte in Basilicata come esponente politico, fin di tempi di Pietro Valenza segretario del Picci a Potenza negli anni Cinquanta e poi da presidente della Camera dei Deputati e da ministro dell’Interno.

Negli archivi della Rai sono documentate solo alcune di queste frequenti presenze in terra lucana.

Nel settembre del 1993 l’allora presidente della Camera venne a Rionero dove, nel Palazzo Fortunato ricordò il contributo di Gerardo Chiaromonte allo sviluppo del meridionalismo storico nell’ambito di una iniziativa promossa dal Centro Annali per la Storia sociale della Basilicata.

Da Rionero il presidente Napolitano giunse a Melfi per visitare il nuovo stabilimento della Fiat e partecipare ad un incontro con le rappresentanze isituzionali e sociali.

Quindi a Matera, prese parte attiva al seminario su Mezzogiorno e Nuovo risorgimento con Vittore Fiore direttore della storica rivista fondata nel 1944.

Due mesi dopo, a novembre sempre nel 1993, il presidente Napolitano a Venosa scoprì la lapide commemorativa delle celebrazioni del Bimillenario Oraziano.

A Potenza il 6 dicembre del ’93 Giorgio Napolitano presenziò all’inaugurazione dell’undicesimo anno accademico dell’Università degli Studi della Basilicata. Il rettore Cosimo Damiano Fonseca gli consegnò il “Sigillum magnum” dell’Ateneo “per la sua tersa testimonianza politica – disse Fonseca- , il prestigio della sua alta carica istituzionale, la costante attenzione ai problemi del Mezzogiorno, le battaglie culturali e ideali condotte con fine sensibilità e tenace impegno”.

Nel 1996 l’onorevole Giorgio Napolitano tornò in Basilicata per partecipare, a Lavello, ai funerali del giornalista Alberto Jacoviello.

Come Ministro dell’Interno Giorgio Napolitano giunse in Basilicata nel maggio del 1998. A Potenza, in Prefettura intervenne ad una riunione della Conferenza regionale delle autorità di Pubblica Sicurezza allargata a magistrati ed autorità della regione. L’indomani visitò Policoro per partecipare alla prima conferenza di extracomunitari che vivono in Basilicata. In quella occasione sottolineo’ “O l’Europa riesce a fare politiche di cooperazione lungimiranti con i paesi in via di sviluppo o non sarà facile governare l’immigrazione”.

Il presidente tornò nuovamente in Basilicata, nel 1999 per commemorare Nino Calice, che definì “una figura di intellettuale coraggioso e coerente”.

Cronologia 2009 in Basilicata

Cronologia, ovvero ordinamento in successione nel tempo di fatti e  accadimenti del 2009

Gennaio

Per la realizzazione del Centro Oli di Tempa Rossa la magistratura apre un’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta. Il PM di Potenza Henry John Woodcock chiede la misura interdittiva a carico della compagnia petrolifera Total su presunte tangenti pagate per l’estrazione del petrolio. Il Tribunale del riesame annulla pero’ l’ordinanza di arresto per gli indagati in relazione all’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione.

Il GUP di Matera dispone la remissione in libertà di Emanuele Giordano, docente di Storia della Letteratura italiana presso l’Unviersità della Basilicata che ha patteggiato una pena a due anni e sei mesi di reclusione per concussione sessuale e falsificazione di atti e registri. Il professore si trovava agli arresti domiciliari dal 9 luglio del 2008 per la denuncia di una studentessa costretta a subire le sue “attenzioni” in cambio di facilitazioni in sede d’esame e di un buon voto.

Il governo, accogliendo le proposte dei parlamentari lucani del PDL, decide l’istituzione di un fondo per la riduzione del prezzo alla pompa del costo del gas e del carburante nelle regioni interessate all’estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi. L’obiettivo – viene spiegato – significherà, per i lucani, pagare la benzina di meno rispetto alle altre regioni.

Varata la nuova giunta di centrosinistra, la quarta della legislatura guidata da Vito De Filippo. E’ composta da sei assessori Autilio, Loguercio, Potenza, Santochirico, Straziuso e Viti. Intanto l’ex assessore all’agricoltura Falotico annuncia di lasciare il gruppo consiliare del Pd per tornare a “Uniti nell’ulivo”. Un altro ex della giunta Francesco Mollica partecipa ad una conferenza stampa dell’opposizione e l’ex vicepresidente Fierro abbandona il centrosinistra per passare all’Udc. Un altro esponente, Mastrosimone fonda l’Alleanza dei Democratici di Centro lamentando scelte politiche che danneggiano la presenza femminile nel governo regionale.

febbraio

Il WWF sollecita la Regione Basilicata a revocare “in autotutela” il parere favorevole di incidenza ambientale per la centrale del Mercure. La struttura all’interno del Parco nazionale del Pollino provocherebbe danni irreversibili e perenni alle popolazioni e agli habitat naturali.

Sono sei le coppie lucane che si sono impegnate, in cambio di 1500 euro, a dare ai figli che nasceranno il nome di Benito o Rachele. L’iniziativa del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore definita “benefica” si prefiggerebbe di contrastare lo spopolamento dei piccoli centri. Il bonus per complessivi 500mila euro andrà alle famiglie residenti in cinque comuni potentini con un forte calo demografico (Carbone, Calvera, Cersosimo, Fardella e San Paolo Albanese).

Per protestare contro una situazione ormai insostenibile nelle tre carceri della Basilicata (Potenza, Matera e Melfi) le sei organizzazioni degli agenti della polizia penitenziaria proclamano lo stato di agitazione del personale. I sindacati di categoria evidenziano come ormai nei tre istituti penitenziari lucani si è raggiunto un limite di sopportabilità che difficilmente potrà migliorare.

Il giuramento di Bruto dopo il suicidio di Lucrezia, dipinto del pittore napoletano Luca Giordano, realizzato tra il 1670 e il 1680 è acquistato dal Museo d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata con sede a Matera. La tela, un dipinto a olio di 228 x 176 centimetri, pagata 300 mila euro viene presentata ufficialmente dal soprintendente ai beni artistici della Basilicata Salvatore Abita e dalla direttrice del Museo Agata Altavilla.

marzo

Inaugurato a Potenza il nuovo anno accademico dell’Università della Basilicata. Caso più unico che raro in Italia, l’ateneo lucano vanta un incremento nelle immatricolazioni e un’offerta didattica in crescita. Con le leggi in approvazione tuttavia rischiano di chiudere le nuove facoltà. Gli studenti della Federazione degli Universitari lucani espongono uno striscione con la scritta: “Università precaria, a marzo inauguriamo e a settembre chiudiamo”.

La Basilicata è la seconda regione italiana, dopo il Molise per numero di imprese individuai guidate da donne: una su tre (vale a dire il 31 e 5 per cento) ha al vertice un’imprenditrice. E’ quanto emerge da uno studio realizzato da Unioncamere e Infocamere sulla base dei dati del Registro delle imprese iscritte alle Camere di Commercio.

La soprintendenza per i beni culturali e paesaggistici della Basilicata preannuncia un protocollo d’intesa con la Regione per realizzare a Villa Nitti a Maratea il “Museo del mare” che accoglierà nei giardini i reperti (vasi e ancore) sistemati provvisoriamente a Palazzo De Lieto. Presentata intanto la collezione di 34 dipinti del pittore lucano Angelo Brando acquisita al patrimonio dello Stato.

Sono ben 170 i vini prodotti in Basilicata da 4mila aziende su una superficie complessiva di 4mila ettari di cui 2600 nel potentino e 1350 nel materano. I dati sono comunicati dall’assessore regionale Viti che preannuncia la partecipazione della Basilicata alla 43.ma edizione di Vinitaly a Verona. La produzione complessiva potenziale di vino nella nostra regione è di circa 230 mila ettolitri con un fatturato di 40 milioni di euro.

aprile

Solidarietà della Basilicata alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto. Cinque centri operativi misti per i soccorsi vengono allestiti a L’Aquila e in altri comuni. Colonne mobili vengono organizzate in diversi centri lucani per iniziativa delle associazoini di volontariato e della protezione civile.

A Scanzano Jonico il sito di Terzo Cavone destinato a deposito unico delle scorie nucleari viene trasformato in parco giochi. Il blitz anti-nucleare è attuato dagli attivisti di Greenpeace che di notte hanno chiuso con il cemento tre pozzi di salgemma. La Regione Basilicata ha deciso comunque di mantenere alta la guardia affinchè il suo territorio non venga coinvolto dalla politica nuclearista.

A Matera presentata la proposta per un distretto culturale per l’habitat rupestre. L’iniziativa è della fondazione Zetema, il circolo La Scaletta e di altre associazioni ed enti locali. Il programma della durata biennale, prevede la valorizzazione e fruizione di sei siti lucani: le pitture preistoriche di filiano e delle chiese rupestri di Melfi, Rapolla e Oppido Lucano, della Cripta del Peccato Originale, della Madonna della Croce e del Museo della scultura contemporanea a Matera. E’ un progetto esemplare, viene ribadito, di sperimentazione e di promozione delle infrastutture sociali, territoriali e gestionali.

Nasce l’associazione lucana allevatori. Lo scopo è quello di attuare iniziative che possano contribuire ad un rapido miglioramento del bestiame allevato ad una più economica gestione aziendale e al miglioramento del risultato economico dell’azienda zootecnica oltre che ad una valorizzazione dei prodotti derivati.  La crisi del comparto, hanno spiegato i rappresentanti dell’Associazione, ha motivato gli allevatori a dotarsi di uno strumento operativo con il quale affrontare le diverse problematiche del settore.

maggio

Insediato a Potenza l’osservatorio regionale sull’andamento delc redito. Lo scopo è quello di monitorare il Basilicata il settore del credito a imprese e famiglie, per analizzare le criticità, ricercare soluzioni e fornire dati e proposte al ministero dell’economia. L’organismo si riunirà ogni tre mesi per analizzare i reclami dei risparmiatori e delle imprese e per monitorare i dati forniti da banche e guardia di finanza. Evidenziato intanto ch non ci sono in Basilicata patologie particolari o nette contrazioni dei prestiti rispetto alla media nazionale.

Uno spettacolo di 45 minuti al quale potranno assistere duemila persone comodamente sedute in un anfiteatro realizzato alla riva della diga di Senise, racconterà tra circa due anni la storia dell’arrivo dei greci in Basilicata e nel sud Italia. Il progetto – per una spesa di 18 milioni di euro – viene presentato ufficialmente a San Paolo Albanese. Lo spettacolo – viene sottolineato – è il cardine di un programma teso a valorizzare l’area del Senisese-Pollino, una delle zone della Basilicata che hanno pià bisogno di sviluppo e che sono tra le più dotate da un punto di vista naturalistico, paesaggistico e dai richiami storico-culturali.

Agenzia spaziale italiana e telespazio continueranno a investire per il potenziamento del Centro di geodesia spaziale di Matera. Lo annuncia il commissario straordinario dell’Asi Enrico Saggese nel corso dell’inaugurazione dell’Open Day di una mostra fotografica e interattiva su “La storia che anticipa il futuro”. Gli impegni riguardano un incubatore per le piccole e medie imprese legato alla promizione dello studio della Terra. L’ASI con il quarto satellite Cosmo farà di Matera un centro di eccellenza dei sistemi radar. Previsti 120 nuovi contratti e corsi per un master di telerilevamento.

14 comuni salernitani chiedono l’annessione alla Basilicata. Continua il progetto “Grande Lucania” che si prefigge di definire nuovi confini territoriali tra le Regioni Basilicata e Campania con l’annessione di diversi comuni del Vallo di Diano, del Clento e del Golfo di Policastro. Tra i 14 comuni ci sono grossi centri come Buonabitacolo, Atena Lucana, Montesano sulla Marcellana che hanno approvato il quesito referendario per il distacco dalla Campania e l’aggregazione alla Basilicata.

giugno

Con la firma del presidente della regione De Filippo e di Betty Williams, premio Nobel per la pace nel 1976, viene costituita a Potenza la fondazione “Città della pace per i bambini Basilicata onlus” che accoglierà a Scanzano Jonico e a Sant’Arcangelo i bambini e le loro famiglie provenientid alle nazioni in cui vi sono guerre in corso. Della fondazione fanno parte la Regione, i due comuni e le strutture internazionale ed italiana del Centro mondiale per l’assistenza e la cura ai bambini. Per il progetto la Regione stanzia 4,4 milioni di euro.

Alle urne per le elezioni europee e per eleggere i presidenti delle province di Potenza e di Matera oltre che per eleggere 57 consigli comunali compreso quello di Potenza. Vengono eletti Lacorazza a Potenza e Stella a Matera. Nel comune capoluogo è eletto sindaco Santarsiero che ha avuto la meglio in ballottaggio con il candidato del centrodestra Molinari.

Dopo una breve malattia muore a Potenza, a 70 anni, il rettore dell’Università della Basilicata Antonio Mario Tamburro. Nato a Trieste nel ’39 e laureato a Padova nel ’62 era stato eletto rettore dell’Ateneo lucano il 9 giugno del 2006.

Anche la Basilicata tra le 8 regioni che presentano ricorso contro il decreto Gelmini sui criteri di ridimensionamento degli istituti scolastici. La Basilicata chiede ai giudici costituzionali di dichiarare illegittime le norme sui “tagli” alle scuole.

luglio

La Caserma Lucania a Potenza non deve chiudere. Il presidente della Regione in una lettera al Ministro della Difesa Ignazio La Russa esprime preoccupazione per l’ipotesi di soppressione del 91.mo Battaglione Lucania e della caserma potentina che ormai fanno parte della memoria storica della regione.

Il preside della facoltà di Ingegneria dell’Università della Baislicata Mauro Fiorentino è il nuovo rettore dell’Ateno lucano. Al termine delle votazioni Fiorentino ha ottenuto 153 preferenze su 190 voti validi. Il mandato prevede che Fiorentino rimarrà in carica, fino al 30 settembre 2010 quando ci saranno le nuove elezioni.

A Potenza presidio e blocco del traffico degli operai della Italtractor, stabilimento in cui lavoravano 320 persone per la produzoine di pezzi per veicoli industriali.  Chiedono il rispetto degli accordi e l’impegno per il mantenimento dei livelli occupazionali. L’azienda – evidenziano i sindacati – con una lettera di mobilità e una procedura di cassa integrazione ha compiuto un atto irresponsabile e indecente.

Suscita curiosità e interesse a Vaglio un olio su tavola di un presunto inedito autoritratto di Leonardo da Vinci. L’opera è stata scoperta ad Acerenza da uno studioso di storia medievale

agosto

Scelgono di festeggiare il ferragosto con le loro famiglie davanti ai cancelli della fabbrica i lavoratori della Lasme 2, azienda dell’indotot Fiat di Melfi che, prima di essere messa in liquidazione, produceva componenti per automobili. Lo stabilimento prevede il licenziamento di 174 persone. I lavoratori hanno installato piscine gonfiabili e ombrelloni per i propri figli e utilizzato il piazzale della fabbrica per giocare a pallone. Comizi sono tenuti dai rappresentanti sindacali alla presenza dei massimi responsabili della Regione.

Proposto il trasferimento nei rioni Sassi di Matera del monumento ad Alcide De Gasperi collocato il 5 dicembre del 1971 al rione Spine Bianche, in una zona – viene sostenuto – di “imperdonabile anonimato”.  De Gasperi presidente del Consiglio dei Ministri visitò la città il 23 luglio del 1950 e successivamente, in Parlamento, parlò delle gravi condizioni in cui si svolgeva la vita delle persone che vi abtavano e che poi furono trasferite grazie alla prima legge special esui Sassi di Matera, la numero 619 del 1952.

Una donna lucana sarebbe guarita dopo un pellegrinaggio alla Madonna di Lourdes. La donna di 50 anni di francavilla sul sinni, dopo 4 anni trascorsi su una carrozzella a causa di una sclerosi laterale amiotrofica sostiene di aver ripreso a camminare. A far luce sulla “guarigione miracolosa” saranno i medici. Intanto nella vasca di Lourdes – ha dichiarato la donna – ho sentito una voce che mi faceva coraggio e un forte dolore alle gambe. Da quando sono tornata – racconta Antonella  – faccio le mie faccende normalmente.

Il parco dei palmenti di Pietragalla candidato a sito unesco. In vista dei nuovi siti da individuare nel 2010 quale patrimonio culturale dell’umanità presentata una prima proposta. La complessa procedura per la candidatura necessita dell’appoggio della Provincia e dell’intero sistema delle autonomie locali oltre che delle associazioni culturali operanti sul territorio.

settembre

La nave oceanografica dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale impiegata per individuare lungo la costa da Maratea a Cetraro i relitti di due navi dei veleni autoaffondate – secondo le dichiarazioni di un pentito – con il suo carico di rifiuti tossici e nocivi. Basilicata e Calabria chiedono al Ministero dell’Ambiente di scandagliare i fondali per appurare la veridicità della notizia che provoca gravi danni all’immagine del mare pulito della costa calabro-lucana da sempre “Bandiera Blu”.

Sgomento e dolore in Basilicata per l’attentato che ha colpito in Afghanistan diversi militari italiani fra i quali il tenente Antonio Fortunato originario di Tramutola. Lo sforzo di pace con cui da tempo si cerca di riportare a maggiore democrazia e stabilità geopolitica nazioni fin troppo provate dagli assurdi assalti del fanatismo religioso e dalle piaghe del terrorismo – sottolinea il prsidente della regione Basilictaa – viene ripagato con un prezzo altissimo in vite umane innocenti.

Presentata “Basilicata in bus” una iniziativa che prevede l’utilizzo di pullman gran turismo da destinare alle stazioni Termini di Roma e piazza Garibaldi a Napoli dove preleveranno turisti campani e laziali per un fine setitmana a Matera e area bradanica. L’iniziativa organizzata da tour operator di Matera in collaborazione con Regione e APT offre un pacchetto turistico di tre giorni al costo di 130 euro. Previste oltre Matera mete all’abazia benedettina di Montescaglioso e  al museo archeologico di Metaponto.

E’ in corso a Tricarico il riordino e la classificazione del patrimonio documentale degli archivi personali del medico-intellettuale Rocco Mazzrone e di suo fratello monsignor Angelo Mazzarone, uomini di cultura legati alla storia della Basilicata. L’iniziativa è stata presentata in occasione del convegno di studio “Società, politica e religione in Baislicata nel secondo dopoguerra”. La classificazione dell’archivio è a cura di Carmela Biscaglia, socio dell’associaizone per la storia sociale del Mezzogionro e della Deputazione di Storia patria per la Lucania.

ottobre

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita in Basilicata.

Basilicata ad Assisi

Ci sono anche Savoia di Lucania e Vietri di Potenza tra i comuni (tutti in della Campania)  che dal 14 ottobre sono interessati alla prima fase del processo di transizione al digitale terrestre con il passaggio alla nuova tecnologia. Inizia così il cosiddetto swich over con il passaggio di due canali (Raidue e Retequattro) al digitale. La Campania passerà al nuovo sistema entro la fine del 2009, la Basilicata dovrà invece attendere il 2012.

Arrivano in Basilicata le prime 5mila dosi del vaccino per l’influenza A. Una piccola quota rispetto a una richiesta di circa 80mila flaconi necessari per tutelare i soggetti più a rischio. Entro la fine del mese saranno poi inviate alle strutture lucane altre 5 mila dosi per proseguire la campagna di vaccinazione. Organizzati tre siti di stoccaggio dei flaconi: due a Potenza e uno a Matera. Stimato in circa 160 mila dosi il fabbisogno lucano.

novembre

Gli agricoltori lucani e i rappresentanti della Cia, la Confederazione Italiana degli Agricoltori protestano davanti la sede della Regione per chiedere la definizione di un pacchetto di misure destinato a sostenere l’impresa e le aziende rurali. Iniaiative e presidi dei produttori anche nelle aree collinari dei cerealicoltori. Analoghe iniziative degli allevatori per sensibilizzare i cittadini sui problemi della commercializzazione del prezzo del prodotto alla stalla.

Costituita a Melfi la fondazione Francesco Saverio Nitti. Dopo otto anni di attività dell’Associazione di Melfi dedicata allo statista lucano che fu presidente delc onsiglio dal 1919 al 1920 Regione, provincia di POtenza e comune di Melfi hanno deciso di contribuire finanziaramente alla nascita della fondazione. Ne fanno parte anche l’Università e la Deputaizone di Storia patria della Basilicata. Entro l’inizio del 2010 è previsto l’insediamento del consiglio di amministrazione e del comitato scienifico.

Nove arresti tra i quali il presidente del Potenza calcio Giuseppe Postiglione per le scommesse clandestine e

Morto a Muro Lucano il vescovo più anziano del mondo, monsignor Rosario Mennonna

dicembre

Assolto in India Angelo Falcone da tre anni in carcere per detenzione di sostanze stupefacenti. Una vicenda che si trascinava da tre anni

Ricordate, in Basilicta, le vicende legate alle lotte contadine per l’occupazione delle terre di sessan’anni fa. A Montescaglioso rievocata la figura di Giuseppe Novello che è diventato uno dei simboli di quelle lotte, ucciso durante una manifestazione pacifica

Toghe lucane. Tre anni fa il ciclone ora tutti assolti. Dissequestrato anche il mega villaggio di Policoro. L’inchiesta dell’ex pm di Catanzano De Magistris su un presunto comitato di affari che avrebbe gestito un vasto giro di interssi dalla sanit al turismo passando per le banche . Il gup di Catanzano Gabrielle Reillo ha assolto perchè il fatto non sussiste i quattro imputati accusati (sindaco Lopatriello ecc.)  di concorso in truffa aggravata e violazioni edilizie.

Raggiunto l’accordo tra la Regione Puglia e la Regione Basilicata in merito ai debiti che l’Acquedotto Pugliese aveva contrtto nei confronti della Bsiicata . IN particolare l’accordo prevede che dei 42 milioni di euro che l’Acquedotto Pugliese doveva alla Regione 30 milioni saranno compensati tra debiti e crediti che le parti vantano. Circa 12milioni di euro saranno invece versati in parte nel gennaio del 2010 e gli altri tra la fine del 2011 e la fine del 2012.

Storia del telegiornale – prima parte

Modelli dei primi telegiornali

I primi telegiornali in Italia (il primo TG sperimentale diretto da Vittorio Veltroni venne trasmesso il 10 settembre 1952) si basarono su tre modelli principali:  il cinegiornale dell’Istituto Luce, il giornale quotidiano e il radiogiornale.

Quando ancora non esisteva la televisione nelle sale cinematografiche, prima della proiezione, il film veniva preceduto  da una sorta di rotocalco filmato chiamato INCOM che più tardi si sarebbe chiamato La Settimana INCOM. Era un cinegiornale che a volte con simpatica ironia dava una serie di informazioni: c”era l’inaugurazione, la serata mondana, aneddoti della vita pubblica.

Il cinegiornale in pratica era un cortometraggio, un filmato girato in pellicola di breve durata (circa 300 metri pari a 10 minuti) e dedicato a problemi d’attualità o di informazione. L’INCOM (Industrie Corto Metraggi) era nata a Roma verso la fine del 1937 grazie al giornalista Sandro Pallavicini e all’appoggio dell’allora Ministro degli Esteri Galeazzo Ciano.

Testimonianza del regista Domenico Paolella.

La Incom andò avanti fino al 1941 e io, chiamato alle armi, fui corrispondente di guerra tra i più giovani di tutto il fronte orientale. Per conto dell’Istituto Luce fui responsabile di tutte le riprese sul fronte russo: avevo uno scudetto sulla manica che mi equiparava a un ufficiale…Tornato in Italia, andai da Sandro Pallavicini, che era stato chiamato come ufficiale d’aviazione. Gli americani, pero’ avevano vietato i cinegiornali pubblici, come quello dell’Istituto Luce o come il tedesco della Ufa, ma anche perchè c’era un’invasione di cinegiornali loro. Così Pallavicini ed io, con un gruppo di industriali svizzeri e milanesi, i Cedraschi, creammo la SETTIMANA INCOM, di cui fui direttore tecnico-artistico…Chi non ricorda la mitica voce di Guido Notari, il “fuori campo” della Incom? Credo, con quei documentari, di essere stato, allora, uno dei registi più visti d’Italia. (MICHELE GIORDANO, Giganti buoni: da Ercole a Piedone e oltre il mito dell’uomo forte…,Roma, Gremese Editore, 1998  pag.53)

Prima ancora del cinegiornale- agli albori del cinema alla fine dell’800 – esistevano pero’ le cosiddette Attualità filmate. Si trattava di pellicole prodotte durante i primi dieci anni dell’industria cinematografica, per registrare le persone, i luoghi e gli eventi di una certa importanza e di interesse pubblico. Antenate dei documentari, le Attualità filmate nascevano nel giugno del 1895 quando, in occasione del Congresso delle Società Fotografiche francesi a Lione, Louis Lumiere filmò una gita dei congressisti sulle rive del fiume. (Cfr.MARIALUISA STAZIO, L’Informazione giornalistica, Ellissi, 2003). Qualche anno dopo, nel 1899 fu Georges Méliès, operatore del teatro Houdinì, a girare i primi documentari della storia: in particolare il famoso Caso Dreyfus, l’ufficiale francese accusato ingiustamente di spionaggio nel 1894.

Intorno al 1900 – quando i progressi della tecnica permisero di filmare più facilmente le scene di vita di tutti i giorni – le Attualità  filmate raccontarono grandi avvenimenti, ritrassero personaggi importanti nell’ufficialità o nella vita quotidiana, descrissero ambienti sociali urbani e industriali che sorpassavano in popolarità le produzioni comiche o drammatiche tanto da diventare presto preponderanti nell’intera produzione cinematografica.

Subito dopo arrivarono i cinegiornali. Spezzoni di pellicole – come si diceva – che nell’insieme duravano circa cinque minuti e contenevano solitamente quattro o cinque storie dedicate alle notizie di una settimana. Il cinegiornale comparve agli inizi del Novecento, con il declino delle Attualità filmate e come corollario dell’abitudine di andare al cinema che si andava consolidando con l’aumento dei cinematografi. I film erano muti, con brevi titoli che introducevano ogni notizia e, dal 1912, ebbero stabilmente un’uscita bisettimanale, abbinata al cambiamento usuale dei programmi del cinematografo.

Nel 1905 la Pathé domina la produzione cinematografica mondiale, grazie all’intuizione di affrontare nei film le tematiche più varie, per interessare ogni tipo di pubblico. I Pathé raccontano gli eventi storici contemporanei: nascono così L’affare Dreyfuss e La guerra tra Russia e Giappone. I loro documentari diventano periodici. Nel 1906  aprono nuovi studi ed organizzano una propria rete di sale cinematografiche: dal 1908 producono un cinegiornale, il Pathé Journal. Dal 1905 anche la Eglé di Léon Gaumont ha il suo cinegiornale: Gaumont Actualités. (M.STAZIO, L’informazione giornalistica, op.cit.)

I cinegiornali diventarono popolari negli anni Venti e cooperavano, con i giornali e la radio, ad alimentare nel pubblico l’appetito per le notizie. Alla fine degli anni Venti acquistarono forma stabile e consolidata con l’introduzione del sonoro (nel 1927 il passaggio dal muto al sonoro).

Caratterizzato da un formato breve, dominato da un commento forte e dalla musica, mescolati con interviste dal vivo e commenti fuori campo, i cinegiornali diventarono un ingrediente fondamentale dello spettacolo cinematografico. L’enfasi principale  delle informazioni per propagandare il regime fascista fu il peggior difetto di questi filmati.

Come ogni storico ben sa, tutte le fonti, e quindi anche i documenti fotografici e cinematografici, devono essere sottoposti all’analisi storica. Come esistono metodi scientifici per verificare l’autenticità o meno di un documento scritto; ugualmente esistono metodi precisi per constatare la veridicità o meno di un documento fotografico o audiovisuale. (MASSIMO CARDILLO, Il duce in moviola: politica e divismo nei cinegiornali e documentari “Luce”, Bari, Dedalo, 1983).

Il cinegiornale cadde in declino con il diffondersi e lo specializzarsi dell’informazione televisiva.

Un esempio di informazione dell’Istituto Luce:

  • La Settimana Incom
  • n.01021
  • data – del 25.11.1953
  • titolo – Parlamentari da Einaudi

Diremo poi il contenuto dei libri, accompagniamo ora gli onorevoli Vigorelli, Montini e Venzi che il presidente Einaudi riceve al Quirinale. Sono venuti a presentargli i risultati dell’Inchiesta sulla Miseria in Italia. L’ha condotta una Commissione Parlamentare. Purtroppo sono occorsi molti mesi per raccogliere una documentazione che occupa 14 volumi. Malgrado lo sforzo di ricostruzione in atto, vecchi problemi sono ancora da risolvere. Qui ci sono anche le proposte per farlo.

I cinegiornali si occuparono anche della televisione. Grazie proprio ai cinegiornali oggi abbiamo la documentazione dei primi anni di vita della TV. Infatti non esistevano ancora i videoregistratori e tutte le trasmissioni televisive venivano trasmesse in diretta. Tra i primi “servizi” della TV questo raro filmato girato in Vaticano.

Il primo cinegiornale tutto Italiano si occupò di attualità sportiva e si chiamò Cinesport. Venne prodotto alla fine del 1945 da Giovanni Elli, un operatore del Luce che, nell’ultimo periodo della Repubblica di Salò, ebbe il compito di filmare Mussolini a Gragnano nella villa Feltrinelli. Nel 1954, quando la Rai iniziò le sue trasmissioni televisive, venne stipulato un contratto con Giovanni Elli per far passare sul video il suo cinegiornale, che prese il nome di Notiziario Sportivo.”Dall’emozione delle parole in diretta, unita al fascino dell’immagine cinematografica nasceva dunque l’idea dello sport televisivo”. (PAOLA ABBIEZZI, La televisione dello sport. Teorie, storie, generi, Cantalupa Torino, Effatà Editrice, 2007)

La tv di qualità – Intervista a Sergio Zavoli

Nel dicembre del 2002 Sergio Zavoli venne a Potenza per presentare il suo libro “Diario di un cronista”. Ne approfittai per intervistarlo.

– Nel 1954, il 3 gennaio, inizia la televisione italiana. E’ la data ufficiale. E comincia con grandi nomi della cultura. Voglio ricordare Umberto Eco, Gianni Vattimo e anche Sergio Zavoli.

ZAVOLI – Lei mi ha messo in buona compagnia. In realtà sono proprio tanti. Basterebbe prendere il “cast” per così dire, la redazione più semplicemente. dell’Approdo (si ricorda?) Giambattista Angioletti… chi c’era?…Ungaretti, Betocchi, Leone Piccioni. Insomma, voglio dire, allora la cultura aveva uno spazio importante. Oggi, con questa velocizzazione di tutto, a cominciare dall’informazione, si è come “coriandolizzata” ecco, la realtà. E allora  difficile che le “teste pensanti” (non alludo certamente a me che sono un cronista puro e semplice) ma i grandi intellettuali, i grandi “chiosatori” eccetera, non trovano uno spazio sufficiente, ecco. E quindi c’è una carenza, come posso dire, di ragionamento. Non si indugia più su nulla, tutto scorre molto velocemente. La gente non è più in condizione di afferrare nulla e Naisbitt a questo proposito (questo sociologo per niente apocalittico per la verità) dice una cosa molto interessante: dice che questa è l’età della parentesi, nel senso che sono finiti i rapporti tra il prima e il dopo, tra la causa e l’effetto. Quindi tutto sta come dentro una parentesi e diventa accessorio, marginale, ritrattabile…

– Nel 1994 Lei realizzò 5 puntate di una interessante trasmissione televisiva: “Nostra padrona televisione”.

ZAVOLI – Si, certo. Quello fu il tentativo di mettere insieme un discorso, autocritico tanto per cominciare, sul lavoro che noi abbiamo svolto in tanti anni, nel tentativo di cogliere le cose dell’opinione pubblica che avrebbero dovuto aiutarci ad essere migliori e che, probabilmente, noi abbiamo tralasciato lungo la strada. Anche se, proprio nel periodo in cui diceva che la televisione era diventata un po’ bigotta, un po’ “codina”, perchè, perchè Bernabei rappresentava a quei tempi la Democrazia Cristiana ecc. dimenticando che Bernabei con Fanfani ha scosso molte cose della società. Proprio in quel periodo la televisione fece un grande balzo in avanti. In che senso? Passando, per esempio, con Tv7, ma anche con i telegiornali e gli speciali in qualche modo, dal discorso sui “Palazzi” (per usare la metafora pasoliniana) al discorso sulla società. E “irruppe” dentro la televisione la gente, con i suoi problemi, e quindi potemmo parlare, per la prima volta, di cose anche gravi: di malattie mentali, di aborto, di divorzio, di “pretori d’assalto” (lei forse li ricorderà) e poi di tutte le trasgressioni che una società in crescita è capace. E quindi la televisione fu, in quel momento, un fattore di crescita culturale e civile molto forte nel nostro Paese.

– Quale sarà il futuro della televisione?

ZAVOLI – La televisione ha preso in sè tutte le agenzie del senso, del significato. La famiglia, la scuola, la parrocchia, i partiti ecc. mi pare abbiano un po’ rinunciato ad essere “agenzie di senso”. La televisione prendendo tutto per sè ha finito per l’essere l’unica “agenzia” assumendosi con ciò una responsabilità enorme dal punto di vista anche etico, perchè deve rappresentare, in ogni caso, interessi di carattere generale e dare risposte su troppi tavoli. Aggiunga che la televisione è diventata non solo il nuovo “luogo” ma la nuova “forma” della politica; non c’è più politica che non “passi” in televisione e quello che non passa in televisione non è più neanche la politica, è una cosa che non interessa più nessuno. Voglio dire che quando la televisione si assume una responsabilità di questa natura, deve farsi garante del rispetto di tutta una serie di valori, di regole, che devono essere convenute a livello anche politico, non dico, ma che non può essere soltanto il tavolo politico che decide, per esempio, del destino del servizio pubblico il quale, proprio perchè riceve un canone, ha delle “doverosità” speciali rispetto a chi, invece, vive soltanto di pubblcità Il che significa “competere” certamente perchè non si puo’ uscire dal mercato, ma competere distinguendosi, non appiattendosi sul modello della concorrenza.

– E, la profezia di George Orwell?

ZAVOLI – Il “Grande Fratello” della televisione è esattamente il contrario del “Grande Fratello” orwelliano. Io non credo a queste cose apocalittiche, non credo ai Ministeri della Verità che faranno giustizia di tutto ciò che è scomodo. Credo, anzi, che – dato per scontato che questo è un momento di passaggio molto complesso – si cresca in virtù dei problemi che siamo costretti a risolvere. Se non fosse così non vi sarebbero state tante modernità che hanno fatto crescere l’uomo portandolo finanche sulla Luna. Ci saremmo fermati alla prima delle modernità, che sarebbe stata subito dopo quella della pietra.

Mons.Gianfranco Ravasi: il sapere un valore della vita

Per molti anni (per l’esattezza ben 18) componente della giuria del Premio Letterario Basilicata (responsabile della sezione Letteratura sacra e poesia religiosa) monsignor Gianfranco Ravasi attuale presidente del pontificio consiglio della cultura, della pontificia commissione per i beni culturali della chiesa e della pontificia commissione di archeologia sacra,  è unanimamente considerato  biblista e teologo tra i maggiori del nostro tempo. Nell’edizione del 2007, la XXXVI, del Premio Letterario Basilicata (l’ultima edizione alla quale ha partecipato direttamente) pochi giorni prima della consacrazione episcopale direttamente da Papa Benedetto XVI, il 29 settembre del 2007 nella Basilica di San Pietro in Vaticano, mi ha rilasciato questa intervista.

Che cos’è la cultura? E’ soltanto sapere, conoscenza o è anche dialogo, spiritualità?

MONS.RAVASI – E’ una, forse, delle domande più difficili in assoluto, quella di definire la cultura. La cultura forse la si potrebbe rappresentare come una sorta di orizzonte al cui interno non si trova soltanto l’intelligenza, non si trova soltanto la ricerca degli intellettuali, la ricerca della scienza, la ricerca dell’arte, ma si trova qualcosa di più. Una parola che è entrata in disuso e che invece sarebbe da recuperare, deriva dal latino: è  la parola sapienza. E noi sappiamo bene che la parola sapienza deriva dal latino “sàpere” che non vuol dire in primo significato “sapere” bensì aver gusto, aver sapore. E’ quella capacità cioè di riuscire a capire il senso delle cose e, in questo senso dobbiamo dire che è “intellettuale” anche la persona semplice che cerca di scoprire un valore nell’intero della sua vita, del suo lavoro, della sua quotidianità.

Quali sono stati i suoi rapporti con la terra lucana? Che cosa ricorderà della Basilicata?

MONS. RAVASI – Qui io ho scoperto soprattutto da un lato anche una dimensione artistica che forse è poco nota nel resto d’Italia perchè se pensiamo ad alcune città come Acerenza, Melfi, come Venosa come Matera  e così via che hanno una bellezza straordinaria. Ho trovato, per esempio, per stare proprio al concetto di cultura, il più vasto possibile, ho trovato anche le caratteristiche del folclore, le caratteristiche dei cibi persino che rappresentano lo spirito di un popolo. Ho trovato una comunità che apparentemente, si è vero, è isolata come in una sorta di oasi compressa da altre regioni però al tempo stesso ha anche dei valori che deve far conoscere. E soprattutto ha dei valori ricchi di umanità e comunicazione che nessuno, probabilmente, in altre regioni in Italia conosce.