E’ morto Beniamino Placido

Sono un meridionale imperfetto, pieno di sensi di colpa. Si tratta di sensi di colpa tenaci e vischiosi, non eliminabili: nemmeno con i raffinati interventi terapeutici oggi di moda. Nessun psicanalista, per quanto abile, potrebbe stanarli  e farli defluire: perchè corrispondono a delle colpe reali, e corpose. Non so nulla, non so più nulla del Sud nel quale pure sono nato e cresciuto. Al paese natale (un paesino della Lucania come tanti altri) non faccio ritorno da quindici anni.

Nel 1985 così scriveva nella presentazione di un volume curato insieme a Giovanni Russo “Il paese di Carlo Levi: Aliano 50 anni dopo” edito dalla Cariplo-Laterza. Dieci anni dopo, nel 1995, lo contattai telefonicamente per averlo come “testimone” di un viaggio televisivo in occasione del Giro d’Italia. Dovevo realizzare un’intervista con un lucano illustre per raccontare come stava cambiando la Basilicata. Mi disse che poteva scrivermi qualcosa ma non se la sentiva di “rappresentare la Basilicata”. Accettai a malincuore questa risposta ripromettendomi di incontrarlo in un’altra occasione, purtroppo mancata. Pochi giorni dopo intervistai nella sua bella casa romana in via Principessa Clotilde a due passi da Piazza del Popolo la regista di origine lucana (il padre era di Palazzo San Gervasio) Lina Wertmuller.

Lo cose che so di Beniamino Placido me le ha raccontate Giovanni Russo. La città di Potenza deve essere stata una vera fucina di grandi promesse a cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta. I nomi sono quelli di  Giandomenico Giagni, Giovanni Russo, Orazio Gavioli, Beniamino Placido e tanti altri che hanno poi preso strade diverse in tutti i settori della vita economica, sociale, culturale o poltica italiana.

Scrive Giovanni Russo:

Beniamino insieme al fratello Valentino veniva da Rionero con la corriera a Potenza dove frequentava il Liceo Ginnasio Quinto Orazio Flacco nel quale anche io studiavo. Valentino era mio compagno di classe al liceo mentre Beniamino, che era più giovane, frequentava il Ginnasio. Dopo la scuola dovevano riprendere  la corriera che partiva verso sera e perciò Beniamino veniva con il fratello a passare il pomeriggio a casa mia dove mia madre preparava una merenda. Valentino mi prestava i fumetti di allora, Gordon, Mandrake, Cino e Franco che essi si portavano in corriera da leggere. Non so se il più appassionato lettore di quegli straordinari fumetti, in cui Mandrake con Lotus faceva eccezionali magie e Gordon combatteva l’impero dei Ming, fosse Valentino o Beniamino; credo Beniamino che poi ha conservato sempre interesse per questo genere letterario. Erano fumetti profetici perchè, siamo nella seconda metà degli anni ’30, già rappresentavano personaggi che conversavano in video, circostanza che si è realizzata solo molti anni dopo, con le videoconferenze o con i videotelefonini…Beniamino venne poi a Roma dove, fin dai tempi dell’Università, mi ero trasferito. La madre che era vedova vendette la casa di Rionero (vicina a quella di Giustino Fortunato, il famoso meridionalista) e portò a Roma i suoi cinque figli…Prima di sposarsi Beniamino fece un viaggio a Rionero per Natale perchè voleva mostrare le sue radici alla giovane moglie Anna Amendola…Da Rionero Beniamino e Anna si recarono a Potenza a trovare Orazio Gavioli, lo studioso di cinema e letteratura che ha lavorato a “La Repubblica”. Era il 1960 e fu festeggiato come il lucano che era riuscito ad avere successo sia nel lavoro che nell’amore.(Giovanni Russo, Potenza e i fumetti di Mandrake, in Caro Beniamino, scritti per una festa di compleanno, Roma, Edizioni della Cometa, 2006)

ROMA (6 gennaio) – È morto Beniamino Placido. Il giornalista de La Repubblica, critico letterario e televisivo è scomparso a Cambridge all’età di 81 anni. Placido – nato a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, nel 1929 e da tempo malato – è morto stanotte alle due circa nella sua casa di Cambridge in seguito a una crisi respiratoria. Si era trasferito lì negli ultimi mesi per essere vicino alla figlia Barbara, che era con lui anche stanotte. Nulla è ancora stato deciso al momento dalla famiglia per i funerali. Arrivato a Roma per ricoprire la carica di consigliere parlamentare della Camera dei deputati, Placido è stato titolare dell’ufficio di segreteria della commissione Agricoltura. In seguito, ebbe la cattedra di Letteratura anglo-americana all’università La Sapienza di Roma. Placido è stato poi per molti anni il critico televisivo di Repubblica (sulla tv ha pubblicato anche due libri Tre divertimenti: variazioni sul tema dei Promessi Sposi, di Pinocchio e di Orazio nel 1990 e La televisione col cagnolino nel 1993). Su Repubblica Placido, esperto di classici e scrittori americani e grande appassionato di calcio, scriveva anche articoli di letteratura e costume.


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