L’appello alla cultura di Gerardo Marotta

Ad vitam non ad horam

A Muro lucano, nel giugno del 1923, inaugurando la biblioteca comunale Petraccone, Benedetto Croce parlò dei doveri della borghesia. Per Croce che riprese il discorso a Bari, nel gennaio del 1944, in occasione del primo congresso dei partiti antifascisti, “il compito della borghesia è quello di sempre: promuovere l’azione morale della società”. A quell’invito si riallaccia Gerardo Marotta, presidente dell’Istituto italiano di filosofia che ha compiuto a Napoli, a Palazzo Serra di Cassano,  le sue ottanta e passa primavere (è nato a Napoli il 26 aprile del 1927).

Gerardo Marotta

MAROTTA – Nel discorso di Muro Lucano si rivolse alla borghesia napoletana nel 1923 dicendo: “questo è il momento che la borghesia deve abbandonare le corse alla ricchezza, deve abbandonare l’amore per il suo particulare, per l’egoismo e deve dedicarsi all’universale, al bene comune, agli interessi generali e fornire così esempio a tutta la popolazione del Mezzogiorno d’Italia. La borghesia non stette a sentire l’appello di Benedetto Croce. E allora Benedetto Croce nella Storia del Regno di Napoli condannò la borghesia come “borghesia di scarso valore morale”. Contemporaneamente Nitti, Francesco Saverio Nitti, gridava dalla sua Lucania “la classe dirigente italiana è endemicamente mediocre”.

L’avvocato Gerardo Marotta, tra le figure più rappresentative della cultura europea (un gruppo di intellettuali francesi gli ha dedicato il volumetto “Ad vitam non ad horam”), intellettuale instancabile, formatore di giovani coscienze, è di origine lucana. Il nonno Gerardo da Anzi si trasferì a Napoli ai primi del Novecento. In Basilicata vivono ancora diversi parenti e alla Basilicata si sente legato per affinità intellettuali.

MAROTTA – Amo la Basilicata perchè la Basilicata ha espresso nei secoli grandi ingegni. Perchè nell’Ottocento sono nati in Basilicata gli uomini principali della classe dirigente italiana. Non solo, ma anche i pensatori più importanti dell’economia e della politica. Nitti è lucano, Giustino Fortunato è lucano ma infiniti sono i grandi giuristi lucani, i grandi magistrati e i grandi docenti delle università italiane, vengono moltissimi dalla Lucania. Anche nel Novecento la Lucania è stata generosa di grandi ingegni, di grandi storici anche. Voglio ricordare Pedio, Cilibrizzi, ma molti, molti storici e letterati sono venuti dalla Lucania.

La sua “creatura”, l’Istituto Italiano degli Studi Filosofici ha ormai oltre trent’anni di vita. Tra i principali collaboratori basterebbe citare il filosofo Gadamer rimasto accanto a Marotta fino alla fine. Ma come e perchè nacque l’Istituto Italiano di Studi Filosofici?

MAROTTA – Nel 1975 vennero a casa mia la famiglia di Benedetto Croce con il presidente dell’Accademia dei Lincei e altri grandi studiosi. E dissero: “avvocato lei deve lasciare la sua professione di avvocato”. Io risposi “datemi un anno di tempo”. Ribatterono “no, lei ha già costruito una grande biblioteca. Da questa biblioteca ripartiamo per ricostituire nella coscienza civile la grande cultura e uscire fuori dalla crisi, sia per l’Italia sia per l’Europa. Questo istituto deve avere un carattere mondiale”.

Al termine dell’intervista a Palazzo Serra di Cassano, a colloquio sugli stessi divani dove si intrattenevano Filangieri, Eleonora Pimentel e Mario Pagano, l’avvocato Gerardo Marotta lancia il suo ultimo appello.

MAROTTA – Questo non capiscono i governanti dell’Europa di oggi, che è la sapienza che deve farsi Stato non la tecnologia, non il mercato, non la ricchezza, non l’alta finanza, non la finanza predatrice ma la cultura, la grande cultura e la formazione delle nuove generazioni, la ripresa degli studi, la rinascita degli studi. Questo è il messaggio!”

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One response to this post.

  1. Posted by ROSARIO MASSARI on 12 novembre 2011 at 00:18

    Mai come in queste ore si appalesa evidente che la politica non è più il luogo della decisione; essa,ostaggio dell’economia, a sua volta ostaggio della tecnica,non ha orizzonti,non ha scopi,non risponde alle grandi domande…Priva com’è di afflato culturale finisce sovente per risolversi in una mediocre quando non squallida rissa di potere,in un abominevole festival di ricatti..Tale devastante nichilismo,tale drammatica inadeguatezza della classe dirigente non può generare STATO alcuno…perchè non v’è sapienza!!! Il monito è riprendere la grande idea platonica dei governanti sapienti,dei governanti filosofi sconfessando i politicanti da strapazzo e la loro politica di piccolo cabotaggio, senza idee,senza progetti,senza cultura! Dr:Massari Rosario,medico chirurgo e medico legale

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