Mons.Gianfranco Ravasi: il sapere un valore della vita

Per molti anni (per l’esattezza ben 18) componente della giuria del Premio Letterario Basilicata (responsabile della sezione Letteratura sacra e poesia religiosa) monsignor Gianfranco Ravasi attuale presidente del pontificio consiglio della cultura, della pontificia commissione per i beni culturali della chiesa e della pontificia commissione di archeologia sacra,  è unanimamente considerato  biblista e teologo tra i maggiori del nostro tempo. Nell’edizione del 2007, la XXXVI, del Premio Letterario Basilicata (l’ultima edizione alla quale ha partecipato direttamente) pochi giorni prima della consacrazione episcopale direttamente da Papa Benedetto XVI, il 29 settembre del 2007 nella Basilica di San Pietro in Vaticano, mi ha rilasciato questa intervista.

Che cos’è la cultura? E’ soltanto sapere, conoscenza o è anche dialogo, spiritualità?

MONS.RAVASI – E’ una, forse, delle domande più difficili in assoluto, quella di definire la cultura. La cultura forse la si potrebbe rappresentare come una sorta di orizzonte al cui interno non si trova soltanto l’intelligenza, non si trova soltanto la ricerca degli intellettuali, la ricerca della scienza, la ricerca dell’arte, ma si trova qualcosa di più. Una parola che è entrata in disuso e che invece sarebbe da recuperare, deriva dal latino: è  la parola sapienza. E noi sappiamo bene che la parola sapienza deriva dal latino “sàpere” che non vuol dire in primo significato “sapere” bensì aver gusto, aver sapore. E’ quella capacità cioè di riuscire a capire il senso delle cose e, in questo senso dobbiamo dire che è “intellettuale” anche la persona semplice che cerca di scoprire un valore nell’intero della sua vita, del suo lavoro, della sua quotidianità.

Quali sono stati i suoi rapporti con la terra lucana? Che cosa ricorderà della Basilicata?

MONS. RAVASI – Qui io ho scoperto soprattutto da un lato anche una dimensione artistica che forse è poco nota nel resto d’Italia perchè se pensiamo ad alcune città come Acerenza, Melfi, come Venosa come Matera  e così via che hanno una bellezza straordinaria. Ho trovato, per esempio, per stare proprio al concetto di cultura, il più vasto possibile, ho trovato anche le caratteristiche del folclore, le caratteristiche dei cibi persino che rappresentano lo spirito di un popolo. Ho trovato una comunità che apparentemente, si è vero, è isolata come in una sorta di oasi compressa da altre regioni però al tempo stesso ha anche dei valori che deve far conoscere. E soprattutto ha dei valori ricchi di umanità e comunicazione che nessuno, probabilmente, in altre regioni in Italia conosce.

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One response to this post.

  1. Posted by Rosario Massari on 5 gennaio 2014 at 17:32

    La definizione,ogni definizione,limita l’orizzonte di significato..Fa bene Monsignor Ravasi a sottrarsi a questo compito con la parola “cultura”; e tuttavia lo fa usando una “bussola” che orienta la rotta del senso…quella della sapienza appunto,il cui etimo rimanda al latino sàpere…Con questo soffio di vento che riempie le vele, la nave della mente approda compiutamente al significato ultimo della parola “cultura”.Dr: Rosario Massari medico generalista e medico legale in Potenza.

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