L’informazione televisiva in Basilicata

L’informazione radiotelevisiva

L’informazione radiotelevisiva a Potenza e in Basilicata ha  50 anni. L’inaugurazione della sede regionale della Rai, il 12 maggio del 1959, segnò l’inizio ufficiale del gazzettino, all’epoca solo radiofonico. Si chiamava Corriere della Basilicata ed  stato il primo notiziario interamente dedicato all’informazione lucana. Prima di quella data, dalla seconda metà degli anni Cinquanta, le notizie provenienti dalla regione (poche per la verità) trovavano ospitalità  nel Gazzettino della Puglia e della Basilicata trasmesso da Radio Bari. I corrispondenti locali erano Gino Coviello a Potenza, (giornalista, ispettore di distribuzione, pubblicitario de Il Tempo, il quotidiano romano fondato e diretto dal lucano Renato Angiolillo, originario di Ruoti) e da Giuseppe Mutidieri a Matera.

La storia dell’informazione radiofonica e poi televisiva in Basilicata comincia però molto prima. Diversi sono stati gli operatori culturali o i giornalisti di origine lucana impegnati, a vari livelli, nelle trasmissioni radiofoniche nazionali fin dagli Anni Trenta. Il più noto è  stato Cesare Rivelli (Potenza 1906 – Roma 1983), giornalista e cronista, protagonista della radio fascista repubblichina, tra gli animatori di Radio Monaco. Già corrispondente da Berlino Rivelli, nel dicembre del 1943, nel quadro del progetto di ristrutturazione aziendale, fu nominato direttore generale dellEIAR.

Nel secondo dopoguerra tra gli operatori della Rete Azzurra troviamo Giandomenico Giagni (Potenza 1922 – Roma 1975) che fu tra gli intellettuali più impegnati a dare un contributo al medium radiofonico soprattutto come regista, grazie all’esperienza maturata durante gli anni giovanili. Nel 1946 in collaborazione con Giovanni Russo curò l’allestimento e la regia, nel teatro F. Stabile di Potenza, di La guerra spiegata ai poveri, primo lavoro teatrale di Ennio Flaiano. Nel 1947 diede vita a Roma con il corregionale Leonardo Sinisgalli (Montemurro 1908- Roma 1981) al Teatro dell’usignolo, rubrica radiofonica di grande valore culturale e sperimentale dedicata alla poesia.

In quegli anni un altro personaggio di assoluto rilievo fu Gerardo Guerrieri (Matera 1920 – Roma 1986) tra i maggiori studiosi di teatro del Novecento che dimostrò di possedere, quasi istintivamente, una straordinaria padronanza del mezzo radiofonico così come, qualche anno più tardi, sarebbe stato Orazio Gavioli (Potenza 1934-97) autore, regista e giornalista, profondo conoscitore del medium radiofonico che collaborò a lungo con la Rai curando, tra gli anni Settanta e Ottanta, i testi e l’allestimento di fortunate trasmissioni insieme a Maurizio Costanzo.

Come scrive Aldo Grasso, uno dei maggiori studiosi dei media radiotelevisivi

“In Italia, la pubblicistica e la saggistica non sono mai state tenere con l’informazione della radio e della televisione, accentuandone sempre gli aspetti negativi” purtuttavia l’informazione ha rappresentato, anche in Basilicata, un elemento distintivo e qualificante nella storia della comunità, sia cittadina che regionale. Quando si parla di passato della Radio e della TV nel nostro Paese ha rilevato il direttore delle Teche Rai Barbara Scaramucci  non si può prescindere da quello che, a tutti gli effetti, può e deve essere considerato il più importante serbatoio di testimonianze della storia dei media elettronici in Italia:  l’archivio Rai, dove, dalle origini ai giorni nostri, sono custoditi documenti storici che fanno parte del patrimonio culturale del Belpaese.

L’informazione radiotelevisiva in Basilicata cominciò dunque martedì 12 maggio 1959. Gli abbonati alla radio erano più numerosi di quelli della televisione arrivata in ritardo rispetto all’inizio delle trasmissioni, domenica 3 gennaio 1954, perchè i ripetitori di Sellata-Pierfaone per la ricezione del segnale televisivo, furono attivati solo nel ’56.

L’Annuario Rai del 1960 rilevava che, nel 1959, gli abbonati alla radio in Basilicata, erano circa 40mila mentre gli abbonati alla televisione poco più di 7mila.

Anno 1959

BASILICATA           POTENZA              MATERA

Radio                 39.901                         25.598                 14.303

Televisione       7.163                             4.662                    2.501

In Italia, quello stesso anno, gli abbonati alla radio erano 5.764.545 mentre quelli alla televisione 1.628.979 La nascita della sede Rai della Basilicata, alla fine degli Anni Cinquanta, rientrava in un programma di espansione voluto dai vertici dell’azienda radiotelevisiva pubblica e, in particolare, dell’allora direttore generale Rodolfo Arata alla vigilia della cosiddetta era Bernabei che sarebbe cominciata di lì a poco. Appena insediatosi nel ’56 Arata, primo di una serie di giornalisti ai vertici dell’azienda, decise di dare maggiore importanza all’informazione, da raccontare senza consolazioni e senza abbellimenti e, soprattutto senza assuefazioni. Voleva cioè evitare la contaminazione dell’informazione con l’intrattenimento per darne, se possibile, completezza e obiettività, sul modello dell’anglosassone Bbc.

Il giornalista Vittorio Sabia scrive:

Dopo i vari sopralluoghi fatti sia dal direttore della sede di Bari, Mario Ricciardi, sia dal capo-redattore Arnoldo di Nardi e Carlo Bressan, un programmista-regista che era stato parcheggiato a Bari in attesa che si fosse reso libero il posto a cui aspirava a Venezia, fu deciso di dare ufficialmente il via all’operazione sede regionale della Basilicata che comportava un duplice intervento: da un lato la creazione di una redazione (e quindi l’assunzione di un paio di giornalisti professionisti, visto che in Basilicata ne mancavano) e dall’altra l’organizzazione di una struttura territoriale (uffici amministrativi, tecnici e di programmi radio) che fosse punto di riferimento generale del pubblico.

L’11 dicembre del 1958 era stata inaugurata la sede di Cosenza, l’11 marzo del 1959 era stata potenziata quella di Bari, il 25 maggio (due settimane dopo linizio delle trasmissioni) veniva inaugurata ufficialmente la sede di Potenza, il 3 ottobre quella di Perugia, il 15 dicembre Pescara, ecc. Il primo direttore della sede che accomunava le due figure professionali di capo-redattore e di responsabile amministrativo fu il dottor Guido Martis, sardo di Cagliari. Il 7 giugno del 1959 il settimanale Il Popolo della Lucania, edito a Potenza, pubblicava in terza pagina un lungo articolo sulla nascita della Rai in Basilicata, dal titolo La stazione radio trasmittente della Lucania  è una realtà.

Il 25 maggio è entrata in funzione la nuova Sede di Potenza della Rai-Radiotelevisione, situata in viale della Pineta n.16, nel centro della città. La nuova Sede della Rai di Potenza, comprende, oltre gli impianti tecnici, gli uffici e i servizi connessi con l’attività caratteristica di una Sede regionale della Rai. Costituiscono gli impianti tecnici: un auditorio, realizzato secondo i dettami della moderna acustica architettonica; due sale di regia, munite di apparecchiature per la trasmissione di programmi locali, per la registrazione e per il controllo dei trasmettitori ad onda media ed a modulazione di frequenza della zona; un quadro-incroci che permette lo smistamento dei programmi ai trasmettitori ad onda media locali e, attraverso cavi musicali, alla rete nazionale di radiofonia; un impianto elettrico di stabilizzazione e distribuzione interna dell’energia; un impianto di emergenza, costituito da un raddrizzatore, da una batteria di accumulatori e da un gruppo convertitore; un laboratorio tecnico. La prima installazione in Basilicata si  avuta nel maggio 1950, data di entrata in funzione di un trasmettitore da 40 W a Potenza, per la messa in onda del Secondo Programma. Successivamente tale trasmettitore venne potenziato con un tramettitore da 100W. Nel luglio del 1956 entrava in funzione a Potenza un secondo trasmettitore da 1 Kw per il Programma Nazionale. Questi trasmettitori consentono l’ascolto del Programma Nazionale e del Secondo Programma praticamente in tutta la Basilicata. Per l’ascolto del Terzo Programma si  è poi provveduto con l’installazione di una rete di trasmettitori e ripetitori a modulazione di frequenza nei comuni di Lagonegro, Pomarico, Potenza, Baragiano, Trecchina, Viggianello e Chiaromonte. Questi trasmettitori unitamente a quelli pure a modulazione di frequenza di Monte Faito, di Monte Caccia e Martina Franca consentono l’ascolto in MF oltre che del Terzo Programma anche degli altri due Programmi, in quasi tutta la Basilicata. Lo sviluppo degli abbonamenti alle radiodiffusioni, ed alla televisione nella Basilicata ha portato a 45.075 il numero dei radioascoltatori e 4.324 gli abbonati alla televisione. Dopo la benedizione dei locali impartita da S.E.Monsignor Augusto Bertazzoni, Arcivescovo di Potenza, il Ministro dell’Industria e del Commercio on.Emilio Colombo ha sottolineato i vantaggi che la intera regione lucana trarrà dalla creazione di una sua stazione di trasmissione, avvenimento che, nel quadro della politica che da alcuni anni si persegue nel nostro Paese, acquista un preciso ed importante significato. Vi sono regioni italiane che hanno raggiunto da tempo e per la loro posizione geografica e per ragioni di ordine storico un confortante livello di vita; altre ve ne sono che stanno faticosamente lottando per spezzare l’inerzia che le avvolse per decenni e dar luogo ad una intensa attività diretta a mutare radicalmente le condizioni di vita economica, culturale e politica. La Lucania è una di queste. Gli anni trascorsi non sono passati invano nel tentativo di guarire mali e dimenticanze secolari. La bonifica della terra precede nelle zone più fertili, il latifondo spezzato ha dato luogo al sorgere di più moderne forme di organizzazione agricola: le acque spagliate, nei grandi alvei lunari vengono incatenate e regolate per la produzione di forza motrice e per la irrigazione; le risorse locali, ritenute improduttive, come le ligniti del Mercure sono in corso di valorizzazione e per la produzione di energia; un processo di industrializzazione appena agli inizi ha dato luogo al sorgere nella regione di alcuni importanti complessi ed altri sono in fase preparatoria. Questa stessa città, dalla quale parliamo, e il capoluogo della altra Provincia Matera, non sono i due borghi melanconici e trasandati che sono il ricordo di tanti lucani che li abbandonarono alcuni decenni addietro, ma due cittadine moderne che stupiscono i visitatori per la rapidità del loro sviluppo e vita, per la estensione e la accuratezza dei pubblici servizi, per l’igiene, per la riservatezza e la dignità altera dei propri abitanti. Ebbene questo processo in atto, da giudicarsi appena all’inizio, se si tiene conto dei grandi problemi da risolvere, richiede un presupposto: che si rompa la coltre di silenzio e l’isolamento che troppo a lungo avvolsero queste terre. In ciò sta il valore non simbolico della cerimonia. Sentirsi con gli altri vuol dire trarre forza per lottare, per vincere. Del resto la voce della nostra terra non porterà soltanto alle altre Regioni i bisogni ed i problemi, ma attraverso le onde di questa trasmitente giungeranno echi non ancora spenti di grandi epoche, di grandi civiltà, di grandi nomi, che sono anch’essi patrimonio dItalia.

Geni di poeti, Orazio, di giuristi taglienti e sottili come lame affilate, di scrittori e prosatori, di politici e di uomini di stato, costituiscono una tradizione ed una ricchezza che onorano l’Italia. In questa reciproca conoscenza si cementa, nel quadro dell’unità politica, l’unità morale di tutti gli Italiani. Noi siamo convinti che l’avvenimento che oggi celebriamo, modesto nella sua realtà materiale, importante nel suo significato, darà un contributo non secondario alla realizzazione delle mete ideali per le quali tutti, in Italia, andiamo lottando. Il breve ispirato discorso dell’on.Colombo, alle cui sollecitazioni  è dovuto l’impianto della nuova Stazione trasmittente,  è stato accolto dal più vivo compiacimento dei radio ascoltatori della regione, che ora dalle 14 e 15 sul secondo programma capteranno per il Corriere della Basilicata le notizie di interesse regionale per lo innanzi diffuse da Radio Bari.

L’informazione in Basilicata, alla fine degli Anni Cinquanta, poteva definirsi trascurabile e di scarso interesse. Solo due i distributori di giornali: Michele Ferrara in piazza Mario Pagano a Potenza e Pietro Cifarelli in piazza Vittorio Veneto a Matera. Il quotidiano  scrive Vittorio Sabia era considerato uno strumento non indispensabile o un accessorio costoso che poteva permettersi il farmacista, l’avvocato, il medico e l’imprenditore(…)Spesso il quotidiano era un complemento delle sigarette e si vendeva, ovviamente, solo nella tabaccheria o, fenomeno tipico dei paesi lucani, nelle mercerie che, insieme al giornale, offrivano i confetti per le decorazioni dei dolci, la liquirizia in rotoli, lo spago e gli aghi e il filo per cucire. La nascita di un giornale tutto lucano, sia pure un giornale-radio, il Corriere della Basilicata diventava un evento quasi storico per una regione, fino a quel momento, senza “voce”.

(segue)

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One response to this post.

  1. Posted by Fabrizio Di Vito on 7 gennaio 2010 at 16:32

    Buonasera Prof. Brancati, la contatto tramite il suo blog perchè questo pezzo sull’informazione in Basilicata potrebbe essere molto utile alla mia tesi di laurea specialistica in Editoria e Scrittura a Roma sull’informazione di base in Basilicata e Puglia:mi chiedevo se fosse possibile riceverlo integralmente e se,genitlmente, mi potrebbe indicare un suo contatto e-mail, dal momento che con quello in mio possesso non sono riuscito a contattarla.In attesa di una sua risposta,la ringrazio anticipatamente e le porgo i miei più cordiali saluti.

    Fabrizio Di Vito

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