Storia del giornalismo lucano

La storia del giornalismo lucano comincia nel periodo napoleonico. A Napoli (dove Giuseppe Bonaparte, fratello dell’imperatore, entra il 15 febbraio 1806) riesplode una fervida attività pubblicistica che vuole riallacciarsi allo spirito rivoluzionario della Repubblica Napoletana, finita nel giugno del 1799.
È un’illusione. La Gazzetta Nazionale, nata con grande entusiasmo dei suoi redattori, il 27 febbraio 1806, viene sostituita quasi subito da Il Moderatore, Foglio Uffiziale per gli Atti del Governo e delle Autorità costituite. Dopo pochi mesi, il 16 agosto 1806, nasce il Corriere di Napoli nel quale Vincenzo Cuoco, ritornato da Milano, ritenta l’attività giornalistica del lombardo Giornale Italiano con “un foglio periodico non più semplice pascolo di oziosa curiosità, ma materia ed istrumento di utile istruzione” .(Bellocchi, Storia del giornalismo…,p.50. Vincenzo Cuoco, esule a Milano, il 2 gennaio 1804 dà vita al “Giornale italiano” trisettimanale nei primi tempi e quotidiano dal 1° ottobre 1805. Il giornale non riesce però a svolgere liberamente la propria attività giornalistica. Finisce per diventare sempre più strumento del potere francese in Italia. Nell’agosto 1806 Cuoco abbandona Milano per Napoli).
Il nuovo regime vuole però una stampa (forse trascurata o considerata non importante dal governo borbonico) alle dirette dipendenze del potere costituito. Secondo la teoria di Napoleone Bonaparte «la stampa è un arsenale che non bisogna assolutamente mettere alla portata di tutti» .(Bourgin, Napoleone…p.33)
Del resto in una lettera del 5 marzo 1806 al ministro degli esteri Charles Maurice Talleyrand-Périgord, Napoleone scrive:
Signor Talleyrand, è mia intenzione che gli articoli di politica del Moniteur siano inviati dal Ministero degli esteri. E quando per un mese avrò visto come sono fatti, impedirò agli altri giornali di parlare di politica, se non copiando gli articoli del Moniteur. E con questo Dio vi conservi. (Cfr.Bellocchi, Storia del giornalismo…p.30)
In effetti mentre, con decreto del 17 luglio 1806 il viceré d’Italia Eugenio Beauharnais sopprime qualsiasi «censura sopra le opere o giornali che saranno pubblicati nel regno» nello stesso tempo istituisce l’ufficio della “Libertà di stampa” al quale devono essere presentate le opere a stampa e, prudenzialmente, anche i manoscritti, prima che vengano pubblicati.
Con la legge generale dell’8 agosto 1806 sulla suddivisione e sull’amministrazione delle province e con l’elevazione della città di Potenza a capoluogo si dispone anche la nascita di una stamperia o tipografia dell’Intendenza.
La direzione di questa “officina”, a Potenza, è «affidata ad Angelo Coda, uno dei più prestigiosi tipografi napoletani del periodo, con lo scopo che il governo si era prefisso di divulgare gli atti e i provvedimenti emanati dagli organi preposti al controllo amministrativo del circondario» . (Restivo, Origine e sviluppo…p.85)
Nel 1806 Angelo Coda (già editore-direttore a Napoli de Il Corriere d’Europa, un bisettimanale che riportava informazioni e notizie su avvenimenti politici e culturali, edito dal 16 febbraio al 14 maggio 1799, per soli 26 numeri) per ottenere i favori dei francesi, cura l’edizione napoletana, ridotta, del Codice di Napoleone il Grande pel Regno d’Italia che era stato pubblicato dalle Stamperie Reali di Milano.
A Potenza due anni dopo, e precisamente il 20 agosto, l’editore Coda (Angelo Coda diresse la Stamperia potentina solo per pochi mesi, sostituito dal tipografo Vincenzo Santanello. L’Officina, sistemata provvisoriamente in alcuni locali dell’Intendenza, venne trasferita nella sede definitiva, al pianoterra del Palazzo di fronte all’Intendenza-Prefettura, dove oggi si trova il bar Goblin’s al n.9 di piazza Mario Pagano) dà alle stampe il primo numero de Il Giornale degli Atti dell’Intendenza di Basilicata «che ebbe carattere ufficiale e che, trasformatosi successivamente in Giornale dell’Intendenza di Basilicata, cessò le sue pubblicazioni con il numero 25 dell’agosto 1860»(Restivo, Origine e sviluppo…p.85) sostituito a sua volta dal Giornale del Governo della Provincia di Basilicata – Anno primo del Regno Italico – stampato sempre a Potenza presso lo Stabilimento Tipografico Lucano diretto da Vincenzo Santanello.
Nel primo numero (20 agosto 1808) l’Intendente della Provincia Vito Lauria scrive:
Lucani, ecco per voi un nuovo tratto di Sovrana beneficienza: la vostra Provincia è corredata di una Stamperia i cui caratteri già vedete. Era questo un mezzo necessario allo sviluppo de’ talenti: alla generalizzazione di quella coltura che adorna moltissimi abitatori di questo suolo: alla facilitazione de’ vostri andamenti sulle provvide norme di un saggio Governo. Era questo quell’incomparabile dono che sempre avete desiderato dopo l’azzardo dell’orafo fiorentino; ma che solo alla Dinastia de’ Napoleoni era riserbato il concedervelo.
La Stamperia di Angelo Coda può essere considerata la prima attività editoriale-giornalistica di Potenza e della neo Provincia di Basilicata .(Cfr.Caterino, La Basilicata…)
Il giornalismo potentino e lucano annovera, da quella data, centinaia di pubblicazioni periodiche, recensite e catalogate nel 1993 dal direttore della Biblioteca Nazionale di Potenza Maurizio Restivo, in diverse tipologie: periodici a sfondo politico-sociale, scientifico-letterari, satirico-umoristici, didattici, d’avanguardia e specialistici.
Qualunque ne sia stata la periodicità e la diffusione, ognuna delle “Testate” ha rappresentato una “voce”, qualche volta di buon giornalismo, capace di promuovere cultura al di là della cronaca e di sollecitare la riflessione dei pochi lettori, a cominciare da Domenico Corbo, il possidente più ricco della Basilicata , tra i sottoscrittori (abbonati) dei fogli periodici. (Nel 1809 in un elenco al re di Napoli Gioacchino Murat sugli elettori di Basilicata al Seggio del Parlamento Nazionale l’Intendente di Basilicata Luigi Flach comunicò lo “Stato dei più ricchi proprietari della Provincia di Basilicata”. Al primo posto si trova don Domenico Corbo di Avigliano che solo per la rendita dei beni del feudo di Lagopesole ricavava ben 2438,90 ducati l’anno. Cfr. Sabia,Baroni…p.190).
Da notare che fino al 1888 (il 27 ottobre del 1888 a Potenza si apre il primo “spaccio di giornali”. Una bottega che ha sede al n.299 di via Pretoria dove si trovano dsponibili tutti i principali giornali. Il proprietario è il signor Luigi Marsico. Cfr. l’articolo apparso su “Eco. Giornale della Lucania. Amministrativo-economico-letterario”, stessa data.) Potenza e la Basilicata non disponevano di alcuna rivendita di giornali per cui le 8 “Testate” recensite da Antonio Caterino nel 1968 nel “Catalogo Unico delle Biblioteche Apulo-Lucane” venivano recapitate solo per “abbonamento” ai “sottoscrittori”.
Fogli volanti piuttosto che “giornali”, come il Giornale Patriottico della Lucania Orientale (De Cristofaro, La Carboneria…p.50), pubblicato nel 1820 a Potenza da Paolo Viceconte originario di Lauria o il mensile La notte pubblicato a Moliterno, fondato e diretto da Francesco Racioppi (padre del noto storiografo lucano Giacomo) sempre nel 1820. Si tratta di organi ufficiali della carboneria nati all’indomani del 28 agosto 1818 quando a Potenza si istituisce clandestinamente la Suprema Magistratura della Carboneria della Lucania Orientale
(corrispondente all’intera Provincia di Basilicata) per codificare lo “Statuto Organico della Carboneria”. Spesso sono “ribattute” di giornali che si stampano a Napoli o in altre città del Regno delle Due Sicilie.
Non è vero, tuttavia, che la pubblicistica lucana sia, in questo periodo, scarsa e dequalificata rispetto a quella napoletana (nel 1836 una statistica di Carlo Tortora Brayda segnala a Napoli solo 35 periodici). ( Morgana, Appunti… Si veda anche Zazo, il giornalismo…) A Potenza si stampano anche giornali originali di buon livello come il trimestrale Giornale Economico-Letterario della Basilicata, diretto da Carlo Viceconte (figlio di Paolo?) stampato nella tipografia dell’Intendenza di Vincenzo Santanello nel 1838.
L’attività giornalistica si intensifica a Potenza durante i moti del 1848 (Mondaini, I moti politici…pp.15 ss.) con Il Circolo Costituzionale Lucano, organo del Partito Liberale Moderato, Il Costituzionale Lucano, o Temi Lucana, opera periodica di filosofia, di diritto, lettere e giurisprudenza diretta da Francesco Ambrosini di Laurenzana e stampato nel 1849 sempre nella tipografia di Santanello e, soprattutto, con l’Eco di Basilicata ( L’Eco di Basilicata è molto simile a L’Eco del Salento, nato il 25 settembre del 1848 sopprsso quasi subito per decisione della Gran Corte Criminale di Lecce “in nome della Costituzione, poichè la onesta opposizione non puo’ già dirsi sovversiva”. Cfr. Bernardini, Giornali…pp.15 ss.) , primo vero “giornale” della Provincia che ispirandosi al Poliorama Pittoresco, settimanale presente in varie città, compresa Napoli (1836-1859) sul quale scriverà Giacomo Racioppi, pubblica anche litografie, come quelle che documentarono il noto Viaggio in Basilicata di Edward Lear del 1847.(Lear, Journal…)

La stampa dopo il 1860

È solo dopo l’Unità d’Italia che la stampa potentina e lucana annovera periodici di un certo interesse. Tra questi va senz’altro citato Il Corriere Lucano che reca come sottotitolo di testata “Giornale per tutti”. In una Provincia così estranea ai fatti della cultura e del progresso per gli alti indici di analfabetismo (90 per cento della popolazione) «l’ignoranza è la massima e la peggiore delle povertà» come evidenzia L’Arpa Viggianese, giornale popolare educativo che comincia le sue pubblicazioni a partire dal 20 febbraio del 1876.
In un Paese unificato, la stampa allarga il proprio orizzonte e s’accinge ad assumere un ruolo sempre più vasto anche nella Provincia di Basilicata. Il Corriere Lucano la cui «officina è sita rimpetto al Palagio dei Tribunali» (si pubblica il mercoledì) nasce dall’esigenza di affrontare i grandi problemi politici e sociali, primo fra tutti il brigantaggio.
Il nostro cuore è commosso all’aspetto della desolazione in che siamo venuti, del confino che ci hanno imposto i briganti, delle vittime scannate, degl’incendii e saccheggi avvenuti; e non possiamo fare a meno di non maledire a certi uomini di Stato che avendo falsata innanzi agli occhi del Governo centrale la nostra situazione ci ridussero ad uno stato ben miserando e lagrimevole.(Il Corriere Lucano, a.I (1861), n.19).
All’organo ufficiale Giornale del governo della Provincia di Basilicata che si stampa, come si è detto, sempre nello stabilimento tipografico lucano diretto da Vincenzo Santanello in sostituzione del Giornale dell’Intendenza di Basilicata, si aggiungono molte pubblicazioni periodiche, alcune delle quali di particolare interesse. Secondo però Giuseppe Ottino che nel 1873 compila una statistica sulla stampa periodica per conto dell’Associazione tipografico-libraria italiana, in Basilicata si stampa il solo giornale ufficiale (Ottino, La Stampa…p.74)
Tra le tante pubblicazioni di quegli anni basterebbe invece ricordare L’Eco delle Provincie, (primo numero il 24 settembre 1860) giornale politicoscientifico-letterario che viene a sostituire Il Corriere Lucano; a Matera la nascita del primo foglio La Gara nel 1873 che precede Il Vigile. Gazzettino Materano Settimanale (edito a partire dal 2 marzo 1884) diretto da Marco Pelillo e ancora Il maestro elementare, periodico letterario-scientifico-didattico-educativo che si stampa a Marsico Nuovo a partire dal 1875, e soprattutto, la Nerina, giornale artistico-letterario che si stampa a cura del libraio-editore Antonio Garramone al n.2 di piazza del Sedile a Potenza.
La Nerina esce tre volte al mese, costa 4 lire l’anno e tra i suoi redattori annovera Giustino De Sanctis, un commediografo dilettante della città.
Nell’editoriale del primo numero (1 dicembre 1882) la Nerina si rivolge ai suoi lettori evidenziando gli scopi della pubblicazione:
Essa (Nerina) con la coscienza d’intenti non riprovevoli, fa appello alla gente colta in generale ed in ispecie poi a quella schiera larghissima di uomini amanti delle lettere o di esse studiosi che non ha mai fatto difetto nella nostra vasta provincia, dove il culto de’ buoni studi fu tanto modesto quanto continuo.
Dall’Unità d’Italia a fine secolo, quarant’anni di giornalismo in Basilicata con giornali che nascono e muoiono spesso nel giro di pochi mesi.
Tra i tanti vanno ricordati Brancaleone (1888), periodico bimestrale di Venosa, Il lampo (1891) di Melfi, Il Vulture (1891) anch’esso giornale di Melfi, la Gazzetta Venosina (1885) e La Nuova Gazzetta Venosina (1889) che “esce a capriccio” ecc.
A minarne la sopravvivenza sono diversi fattori, primo fra tutti l’alto costo dei giornali (tra i più costosi L’Arpa Viggianese che, nel 1876, costa 25 centesimi a foglio sciolto) un esborso proibitivo per la ristretta fascia di popolazione alfabeta che viveva con un reddito annuo lordo compreso tra le 500 lire, percepite dalle maestranze rurali e le 1100 lire corrispondenti allo stipendio annuo dei maestri urbani di prima categoria (Restivo, Origine e sviluppo…p.166).
La stampa in Provincia costa moltissimo ed è obbligata a trarre la sua vita dal solo abbonamento. E per un giornale a modo come la Nerina bisognerà spendere ogni cura e prodigare ogni sorta di incoraggiamento, affinchè la sua gloriosa esistenza torni a decoro della nostra Provincia.(Così scriveva “L’Educatore Lucano” edito a Rionero in Vulture nel numero 3-4 del 10 dicembre 1882, riportando notizia della nascita del nuovo giornale, Nerina).
Incide negativamente anche la mancanza di una “rivendita” di giornali (lacuna colmata, come si è detto, solo dopo il 1888) ma soprattutto il quadro politico del tempo troppo condizionato dal costruire il consenso attorno al governo e una stampa d’opposizione costretta presto a “chiudere battenti” come La Basilicata. Giornale per tutti (1867) diretto da Saverio Favatà (già direttore de L’Eco) o Il Cittadino. Giornale Politico-Amministrativo
(1890), un settimanale stampato a Potenza e diretto dall’avvocato Nicola Solimena.
Stessa fine, l’estinzione, tocca però anche alla “voce del potere” Il Risorgimento Lucano. Giornale Amministrativo-Giuridico-Politico ufficiale per gli Atti Amministrativi e Giudiziari della Provincia di Basilicata (1871) diretto da Marcello Rocchetti, interessante perchè pubblica nel suo supplemento, a partire dal 1872, tutti gli atti del processo al capo-brigante Carmine Crocco.
Tra gli eventi più importanti sui quali la stampa potentina e lucana dedica ampi resoconti e colonne di inchiostro: l’attentato a Napoli il 17 novembre del 1878 al re Umberto I di Savoia ad opera del cuoco di Salvia (Savoia di Lucania) Giovanni Passannante, e la visita dello stesso sovrano a Potenza il 26 gennaio del 1881 per l’inaugurazione del nuovo tratto della ferrovia e del Teatro Stabile.
In questa rapida panoramica del giornalismo lucano di fine Ottocento non si possono dimenticare la Rivista Lucana (1894) diretta da Decio Albini che si stampa a Roma o La Giovine Lucania (sempre 1894) settimanale dedicato alla Basilicata ma edito ancora a Roma da un comitato presieduto ancora da Decio Albini e sul quale compaiono le firme più prestigiose del giornalismo lucano del tempo: Giacomo Racioppi, Nicola Sole, Michele Lacava.
Ma tra i grandi giornalisti lucani dell’epoca il più noto è Ferdinando Petruccelli Della Gattina (Moliterno 1815-Parigi 1890) che cominciò a collaborare con i periodici napoletani L’Omnibus, Salvator Rosa scrivendo romanzi storici per poi passare al Ricoglitore fiorentino, Il bersagliere di Roma, La Gazzetta di Torino, il Roma di Napoli, fino ai parigini La Presse e il Journal des debats.

Il nuovo secolo
(segue )

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One response to this post.

  1. Complimenti per il blog: sono una studentessa dell’università di Bologna e leggo con molto piacere i suoi articoli, anche perché intendo proprio diventare giornalista.
    Buona serata,
    Teresa.

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