I 30 anni della TGR


Il 15 dicembre 2009 la TGR, la Testata Giornalistica Regionale della Rai, compie 30 anni. Quel giorno di trent’anni fa (era un sabato) in 21 redazioni, distribuite su tutto il territorio nazionale e un organico complessivo di oltre 500 giornalisti iniziavano i telegiornali regionali. Un evento importante perchè, per la prima volta, si comincio’ a parlare delle realtà locali, con notizie di economia, di politica istituzionale, di trasporti, di patrimonio d’arte, di sport dilettantistico. Nei piccoli comuni arrivavano per la prima volta le troupe della Rai, con le telecamere, i microfoni, le macchine aziendali e si cominciarono a vedere, in televisione, immagini dei propri borghi e ad ascoltare persone che si conoscevano, compaesani incredibilmente protagonisti dell’intervista televisiva.

Il 15 dicembre 1979

  • Presidente della Rai Paolo Grassi
  • Direttore generale Pierantonino Bertè
  • Direttore del TG3 Biagio Agnes

Appena nato è il telegiornale dell’informazione regionale. Ogni regione ha dunque il suo telegiornale pubblico (ALVARO FIORUCCI, Fuorionda, Genesi cronologia e analisi della questione radiotelevisiva italiana, Perugia, Morlacchi editore, 2008).

L’informazione televisiva, il telegiornale, supero’ subito i confini del “notiziario” per andare a collocarsi in spazi imprevisti o addirittura impensabili. I telegiornali regionali si presentavano come prodotti ad alta intensità informativa, grazie alla compresenza di immagini e parole e alla conduzione di un giornalista in studio. Anche se era un prodotto che conteneva una quantità di notizie ben al di sotto di quelle di un giornale quotidiano, il grande lavoro svolto fu quello di selezionare e condensare in poche parole le informazioni più interessanti, più utili, in qualche modo più rispondenti al linguaggio televisivo; notizie che, finalmente, accedevano alla ribalta del tg. E fu proprio quel gioco di selezione e dello spazio attribuito ( o negato) a una notizia che si giungeva ad interessare un’opinione pubblica fino a quel momento rimasta esclusa da piccoli e grandi eventi della realtà regionale. Con una certa frequenza apparivano nel telegiornale soprattutto immagini e commenti ispirati ad una logica di “servizio pubblico”, e si cominciò a “raccontare” con semplicità ciò che accadeva, quotidianamente, nei paesi rimasti senz’acqua, nei campi colpiti dai nubifragi, nelle famiglie dove la presenza di quello che si chiamava un “handicappato” provocava drammi insostenibili ma anche “buone notizie” sui festeggiamenti di un ultracentenario, l’inaugurazione di una strada, lo spettacolo della piccola compagnia teatrale locale. Fu quello un periodo (1979-’87) durante il quale l’informazione televisiva procedeva sperimentando e innovando con l’utilizzo delle diapositive, notiziari veri e propri alternati a servizi molto lunghi (fino a 3 ed oltre minuti) impensabili in un telegiornale dei giorni nostri.

L’informazione è un macrogenere televisivo comprendente tutti i programmi a finalità informativa. Programmi di informazione sono considerati tutti quelli che, indipendentemente dalla durata, sono finalizzati a trasmettere al pubblico notizie, dati, spiegazioni, per conoscere e valutare quanto accade nel mondo: dal traffico, al tempo, allo sport al cinema e così via. Solitamente ogni emittente (e, nel caso della Rai, ciascuna della Rete) ha un direttore di testata, che sovrintendente a tutto il settore giornalistico.(MARIALUISA STAZIO, L’informazione televisiva, Roma, Ellissi, pag.264)

Quel 15 dicembre del 1979, in Basilicata, il telegiornale (una sola edizione, alle 19, dieci minuti dedicati all’informazione nazionale e 20 a quella locale) fu condotto da Mario Trufelli, il caporedattore. Un telegiornale tutto lucano, aperto con parole di circostanza ma che da subito cominciò ad occuparsi dei lavori del consiglio regionale, la pagina sindacale con le questioni occupazionali e produttive, i problemi dei collegamenti ferroviari, le notizie di pubblica utilità e, infine, la pagina dell’arte, con i servizi filmati realizzati dai giornalisti della sede, Franco Corrado, Vittorio Sabia, Lino Viggiani, Paolo Di Tullio, l’avv.Rosario Martorano, dal praticante Rocco De Rosa, e dai nuovi assunti, giornalisti professionisti provenienti dalla “carta stampata” Rocco Brancati (Il Mattino di Napoli), Pierangelo Piegari (Corriere dello Sport, Roma), Paolo Bolano (ex amministrativo della sede romana diventato giornalista dopo una vertenza con l’azienda) oltre ai praticanti giornalisti Renato Cantore ed Edmondo Soave selezionati invece dopo un concorso pubblico, l’unico realizzato dalla Rai fino al 2008 quando è nata “Buongiorno Regione” (prima trasmissione il 19 gennaio 2009).

Buongiorno Regione

Alla vigilia dei suoi 30 anni, la Testata Giornalistica Regionale ha varato il progetto più ambizioso e innovativo della sua storia. Il 20 ottobre 2008 sono cominciate nei quattro centri di produzione le trasmissioni di Buongiorno Regione. In tutte le altre regioni le trasmissioni ebbero inizio il 19 gennaio 2009.
Il programma, trasmesso in diretta su RaiTre dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 8.00, estende così al primo mattino lo spazio dedicato all’informazione dalle realtà locali. Due edizioni del telegiornale, tante informazioni di servizio su meteo e viabilità, la rassegna stampa dei giornali regionali, l’agenda dei principali appuntamenti. Le sollecitazioni dei telespettatori, in una rubrica dal titolo Ditelo al TGR, che attraverso video, foto o e-mail segnalano gli argomenti da trattare in trasmissione. Nella mezz’ora anche collegamenti in diretta dedicati ai fatti più importanti del proprio territorio e una rubrica dedicata ai prezzi dei mercati. Un occhio speciale poi ai problemi del lavoro, della scuola, della famiglia e della terza età: ogni puntata si conclude con la ‘buona notizia’, una curiosità in positivo.
Con la nuova iniziativa editoriale della TGR, la Rai cerca sempre più di essere al fianco dei cittadini rilanciando il ruolo delle redazioni e delle sedi regionali anche grazie a un forte rinnovamento tecnologico e all’impiego di giovani giornalisti, impiegati e tecnici. E per essere ancora più vicini ai cittadini, oltre alla rubrica Ditelo alla TGR in Buongiorno Regione sono utilizzati collegamenti leggeri e via web che garantiscono maggiore flessibilità nella copertura del territorio. L’impegno della Rai in questa direzione è stato già premiato dai telespettatori che hanno apprezzato Buongiorno Regione nei primi mesi di programmazione. Nelle regioni pilota l’ascolto della fascia 7.30-8.00 è raddoppiato, raggiungendo una media dell’11% di share. Contestualmente con il rinnovo dei palinsesti, dal 20 ottobre l’ultima edizione dei tre Tg regionali quotidiani è stata collocata all’interno della Night Line. Un’ultima edizione agile e veloce in grado di fornire un quadro sulle notizie principali della giornata.

Tre telegiornali e due giornali radio sono gli appuntamenti giornalieri con l’informazione regionale.
La TGR, però, non è solo questo. Un’offerta decisamente variegata caratterizza la programmazione delle rubriche nazionali trasmesse in buona parte su RaiTre. Temi economici, sociali, ambientali e culturali vengono analizzati con I nostri soldi, Bellitalia, Ambiente Italia e Italia agricoltura.
Ma anche tanta Europa, scienza e tecnologia con Buongiorno Europa, RegionEuropa, Leonardo e Neapolis.
Le relazioni con le regioni confinanti e più prossime al nostro Paese sono gli argomenti di Levante, Estovest e Mediterraneo. Montagne, in onda su RaiDue è l’approfondimento dedicato alla vita in alta quota.
Grazie all’avvio di Buongiorno Regione (dal 19 gennaio 2009 in tutte le sedi) i numeri della produzione TGR crescono sensibilmente:
• 8.000 ore di informazione televisiva regionale di cui 550 dedicate alle minoranze linguistiche;
• circa 200 ore di rubriche a diffusione nazionale;
• 6.000 ore di informazione radiofonica regionale di cui ben 2.000 dedicate alle minoranze linguistiche;
• oltre 30.000 contributi, tra servizi e collegamenti, a telegiornali, giornali radio e programmi di rete nazionali.

719 giornalisti inseriti in un organico complessivo di 874 unità lavorano in una rete composta da 23 redazioni regionali distribuite su tutto il territorio. A queste si affiancano gli uffici distaccati, i corrispondenti e i ‘redattori residenti’.

(segue)

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