Fornitore di contenuti in tv

Produrre, assemblare e distribuire televisione

La programmazione televisiva (i contenuti quali possono essere per esempio i telegiornali, i film, gli spettacoli, i concerti ecc.),  viene distribuita attraverso una rete di diffusione (via etere, via satellite o via cavo). L’innovazione tecnologica ha moltiplicato i mezzi di accesso ai programmi televisivi aumentando quelli che, fino a qualche anno fa, erano appannaggio e monopolio esclusivo dei sistemi “via etere”.

Le onde elettromagnetiche generate artificialmente da un trasmettitore, irradiate via etere (cioè attraverso l’atmosfera) tramite un’antenna, e ricevute all’interno di un’area di ricezione che, in assenza di ostacoli naturali, ha una forma circolare, come l’onda creata da un sasso gettato in uno stagno… La trasmissione via etere, in questa forma, viene definita broadcasting, termine inglese che significa letteralmente “semina larga”. (Menduni-Catolfi, Produrre TV.Dallo Studio televisivo a Internet, Bari-Roma, Laterza, 2009, pag.13)

La televisione privata, in contrapposizione alla tv pubblica e al monopolio della Rai nasce con la tv via cavo. Nel 1971 iniziavano infatti illegalmente le trasmissioni di Tele Biella, la prima televisione via cavo italiana. Nei successivi quattro anni c’è stata una proliferazione di piccole iniziative che, per superare i forti costi di produzione, cominciarono a consorziarsi. Nascevano così Rete A, TeleUdine, TeleTorino, TeleNapoli ecc.

La tv via cavo nasce anche come tv a pagamento, un sistema di “abbonamento” che sarà utilizzato soprattutto dalla tv via satellite. Già presente fin dagli anni Sessanta ora il segnale televisivo, con l’innovazione tecnologica, puo’ utilizzare parabole molto piu’ piccole o, grazie alla diffusione di internet, via cavo telefonico (pensiamo ad Alice di Telecom).

Pay to see (paga per vedere) ha avuto e continua ad avere una grande diffusione sopratutto perchè offre un bouquet con canali tematici e tenta di perseguire quella che sarà la tv del futuro, la televisione interattiva “on demand”. La tv diventa sempre di piu’ un “medium” trasversale utilizzabile sotto tutte le piattaforme digitali, compresi i cellulari di terza generazione.

(segue)

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