Ferdinando Petruccelli della Gattina

Pubblicista dalla penna temprata a lama di spada.


Di Ferdinando Petruccelli della Gattina (nato a Moliterno il 28 agosto 1815 da Luigi e da Maria Piccininni e morto a Parigi il 29 marzo del 1890) si ripubblicano le sue opere maggiori. Del patriota risorgimentale, polemista, romanziere ed agitatore di idee si ritorna a parlare per il suo spirito sarcastico e battagliero, in occasione della ristampa anastatica del suo libro più noto: I moribondi di Palazzo Carignano, del 1862 e  riedito in moltissime edizioni tra le quali va ricordata quella del 1913 con prefazione di Giustino Fortunato. L’adolescenza e la giovinezza di Ferdinando Petruccelli furono quelle di un ribelle che non tollerava le forme di tirannide esercitate dal clero in campo educativo: con sofferenza e insofferenza fu infatti costretto a seguire la scuola dei gesuiti. Molta influenza ebbero un suo zio prete, a Moliterno, che aveva fondato la loggia della Massoneria “Aurora lucana” e il padre che era stato un cospiratore dalle aspirazioni liberali. Laureato in medicina nel 1836 iniziò la sua attività di giornalista con un articolo sull’”Omnibus”. Negli stessi anni scrisse i suoi primi romanzi  “Giovanna II” che diventerà poi “Malina di Taranto” e “Ildebrando”. Ingegno a volte bizzarro ma sempre brillante e versatile si stabilì a Napoli dove, nel tumulto di speranze e timori che la Costituzione, concessa da Ferdinando II aveva suscitato fondò il suo giornale “Mondo vecchio e Mondo nuovo”. Nel 1848 fu eletto deputato al Parlamento Napoletano nel collegio di Melfi. Il 14maggio fu tra quei deputati che protestarono per la formula di giuramento al Re. Ne seguirono tumulti, barricate e repressioni che poi racconterà ne “La Rivoluzione a Napoli”. Per sottrarsi all’arresto per aver bollato a fuoco Ferdinando II di Borbone fuggì in Francia e poi in Inghilterra cominciò il suo primo esilio che racconterà ne “Le notti degli emigrati a Londra”. Tra Parigi e Londra conosce Mazzini, Blanc frequenta la casa di Proudhon e stringe amicizia con lo scrittore Dickens grazie al quale cominciò a collaborare con il giornale “Daily News”. Fu corrispondente di molti giornali inglesi, francesi e belgi. Quando Cavour riuscirà a spingere l’Imperatore Napoleone III sulla via italiana Petruccelli sarà al seguito dell’esercito francese come corrispondente di guerra del “Journal des Débats” e del “Daily Telegraph”. Tornò in Italia, sempre come corrispondente di guerra, in occasione della spedizione dei Mille di Garibaldi. Con la caduta della dinastia borbonica riebbe i beni che gli erano stati confiscati. Eletto deputato del Parlamento italiano nel collegio di Brienza continuò l’attività giornalistica scrivendo per la “Presse” mirabili profili sugli uomini del parlamento raccolti poi sotto il titolo “I moribondi di Palazzo Carignano”. Non rieletto nelle elezioni del 1865 tornò in Francia, corrispondente della “Gazzetta d’Italia”, per seguire i 130 giorni dell’assedio di Parigi che scrisse poi, insieme alla moglie,  nel libro “Gli incendiari della Comune o le stragi di Parigi ed il Governo di Versailles”. Il suo nuovo romanzo “Memorie di Giuda” fu giudicato in Germania il libro più audace del secolo. Redatto originariamente in francese, tradotto, poi in italiano, fu giudicato un libello, semplicemente un romanzo polemico. Alla fine del 1873 ritornò in Italia e fu rieletto deputato a Teggiano riconfermato nella XIII e XIV legislatura. Partecipò ai lavori parlamentari con vigore di polemista per denunciarne gli intrighi.  Alla fine preferì ritornare in Francia dove visse, con difficoltà economiche, i suoi ultimi anni. Pubblicò “L’esposizione delle invenzioni a Londra” nel 1884 e “L’esposizione d’igiene a Londra” nel 1885. Salutò gli amici con queste parole: “Amo il mio paese e la sua libertà, solo non mi piacciono gli italiani. Io morirò lontano dalla mia patria. Voglio che il mio corpo sia cremato, le ceneri portate a Londra edisperse ai quattro venti della libera Inghilterra”. Morì nel 1890 rifiutando i conforti religiosi perchè seguace della teoria darwiniana. E’ stato il giornalista lucano più famoso di tutti i tempi.

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